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	<title>Attualità Archivi - Simona Marabese</title>
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	<title>Attualità Archivi - Simona Marabese</title>
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		<title>I vostri sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 13:18:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inseguite i vostri sogni, sono la linfa vitale. Ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che tenterà di bloccarvi, di scoraggiarvi, di mettere fine al vostro essere unico al mondo. Perché il mondo è fatto di gente diversa, incompetente, arrabbiata, delusa, gente che non avendo più da SOGNARE cerca di bloccare i sogni degli altri. Inseguite i vostri sogni, che sono i &#8221; mattoni&#8221; della casa della vostra esistenza. E non spaventatevi se qualcuno li blocca, se sul cammino della ricerca del vostro obiettivo troverete risposte negative. La vita è fatta di sogni…e di amore. E ricordate quando incontrate qualcuno che condivide i vostri sogni, avete trovato l&#8217;amore, che è il pilastro fondamentale per costruire la vostra casa…per realizzare il vostro sogno. Non abbiate paura mai. Anche in mezzo alla tempesta se cercate bene si intravede sempre un raggio di sole. Accettate di essere unici, perché lo siete.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/i-vostri-sogni/">I vostri sogni</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inseguite i vostri sogni, sono la linfa vitale. Ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che tenterà di bloccarvi, di scoraggiarvi, di mettere fine al vostro essere unico al mondo. Perché il mondo è fatto di gente diversa, incompetente, arrabbiata, delusa, gente che non avendo più da SOGNARE cerca di bloccare i <a href="https://www.simonamarabese.it/siamo-stelle/">sogni </a>degli altri. </p>



<p>Inseguite i vostri sogni, che sono i &#8221; mattoni&#8221; della casa della vostra <a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/perch%C3%A9-scienza-non-pu%C3%B2-dimostrare-lesistenza-di-dio/hykel-hosni-angelo-vulpiani/2024-09-02">esistenza</a>. E non spaventatevi se qualcuno li blocca, se sul cammino della ricerca del vostro obiettivo troverete risposte negative. La vita è fatta di sogni…e di amore. E ricordate quando incontrate qualcuno che condivide i vostri sogni, avete trovato l&#8217;amore, che è il pilastro fondamentale per costruire la vostra casa…per realizzare il vostro sogno. </p>



<p>Non abbiate paura mai. Anche in mezzo alla <a href="https://www.simonamarabese.it/la-mia-barca/">tempesta </a>se cercate bene si intravede sempre un <a href="https://www.simonamarabese.it/la-vocazione/">raggio di sole</a>. Accettate di essere unici, perché lo siete.</p>



<p></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia.</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/gorbaciov-se-ne-e-andato-e-cosi-e-morta-la-parola-liberta-in-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 20:31:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia. Che fine farà la Russia senza un sostenitore della libertà? Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia. &#8211; Avevo solo 24 anni, mi ero appena laureata e sfoggiavo il mio russo imparato al liceo e poi all’università. Allora avevo appena cominciato collaborare con il Resegone di Lecco per diventare giornalista pubblicista. Un giorno, tramite la redazione del Resegone venni a sapere che l’associazione Vera Brianza di Monticello, (per la quale poi ho lavorato in seguito), grazie all’aiuto dell’onorevole Giovanni Cervetti, aveva invitato Michail Gorbačëv in Italia. Era il primo passo verso quella che Gorbačëv chiamava Perestrojka (termine da lui coniato), cioè la ricostruzione di un Paese che aveva sempre vissuto sotto la dittatura. Sapere che saresti venuto in Italia mi entusiasmò e così, decisi di preparare delle domande da farti in russo, sempre se mi avessero invitata ad assistere alla conferenza coi media italiani. E così fu. Il nostro incontro avvenne prima al ristorante dove pranzasti con gli imprenditori brianzoli. Mi ricordo che la tua guardia del corpo iniziò a discutere animatamente con un funzionario della Digos e siccome [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/gorbaciov-se-ne-e-andato-e-cosi-e-morta-la-parola-liberta-in-russia/">Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia.</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia. </p><p>Che fine farà la Russia senza un sostenitore della libertà?</p></blockquote></figure>



<p>Gorbaciov se ne è andato. E così è morta la parola Libertà in Russia. &#8211; Avevo solo 24 anni, mi ero appena laureata e sfoggiavo il mio russo imparato al liceo e poi all’università. Allora avevo appena cominciato collaborare con il Resegone di Lecco per diventare giornalista pubblicista. Un giorno, tramite la redazione del Resegone venni a sapere che l’associazione <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Vera Brianza di Monticello</a>, (per la quale poi ho lavorato in seguito), grazie all’aiuto dell’onorevole Giovanni Cervetti, aveva invitato <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/michail-sergeevic-gorbacev">Michail Gorbačëv </a>in Italia.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><br>Era il primo passo verso quella che<a href="https://www.simonamarabese.it/tag/gorbaciov/"> Gorbačëv</a> chiamava <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2022/08/31/gorbaciov-perestroika-glasnost-significato">Perestrojka</a> (termine da lui coniato), cioè la ricostruzione di un Paese che aveva sempre vissuto sotto la dittatura.</strong></h4>



<p><br>Sapere che saresti venuto in Italia mi entusiasmò e così, decisi di preparare delle domande da farti in russo, sempre se mi avessero invitata ad assistere alla conferenza coi media italiani. E così fu.</p>



<p><br>Il nostro incontro avvenne prima al ristorante dove pranzasti con gli imprenditori brianzoli. Mi ricordo che la tua guardia del corpo iniziò a discutere animatamente con un funzionario della Digos e siccome non si capivano, mi offrii per fare da interprete. Per ringraziarmi mi fecero parlare con Raissa e con te.</p>



<p><br>Ma non solo, alla conferenza stampa mi avevano riservato un posto in prima fila. Ero emozionatissima, non riuscivo ad alzare la mano per farti delle domande, finché tu hai chiesto che fosse una donna ad intervistarti. E scegliesti me. Allora aprii il mio quadernetto con le domande in russo e cominciai a leggere. Fu allora che tu rimanesti sorpreso di trovare una giornalista italiana che parlava russo. E per me fu un orgoglio, credimi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>Abbiamo tutti sperato in te, poiché hai avuto coraggio. </h4>



<p>Conoscevi bene il significato della parola Libertà, una parola che in <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Russia </a>faceva paura, o meglio che non aveva un significato preciso, come quello che noi occidentali conosciamo bene.<br>In <a href="https://www.studenti.it/storia-unione-sovietica-breznev-gorbacev.html">Unione Sovietica</a> prima della tua elezione al Partito tutto era paralizzato dalla Dittatura e tu hai provato a rivoluzionare il paese. Hai introdotto la parola Glasnost, che significa trasparenza, perché volevi portare alla luce ciò che la <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Dittatura</a> nascondeva.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><br>Hai contribuito alla caduta del muro di Berlino e hai vissuto il disfacimento dell’Unione Sovietica, hai combattuto per donare al popolo russo una possibilità di democrazia.<br></p></blockquote>



<p>Non fu facile. E non sei stato capito. Una rivoluzione economica allora significava stravolgere il Sistema e ciò significava attraversare tempi difficili.</p>



<p><br>Nel 1990 ero a Mosca e mi ricordo che la gente faceva fatica a trovare il cibo nei negozi. I russi, abituati alla “tessera”, ora si trovavano senza niente.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non hanno capito.<br></p></blockquote>



<p>Se avevano vissuto sempre senza libertà, come potevano capirne il significato? Ne avevano paura. Per questo eri così sostenuto nel resto dell’Europa, ma ostacolato nel tuo paese.<br></p>



<p>Poi il <a href="https://www.ilpost.it/2021/08/21/colpo-di-stato-russia-agosto-1991/">Golpe</a> nel 1991, L’Unione Sovietica crollò e ti costrinsero ad uscire di scena.<br></p>



<p>Ora, te ne sei andato. Ci hai lasciato così, nascosto nell&#8217;ombra, perché così sei stato costretto.</p>



<p><br>Chissà cosa scriveranno sui libri di scuola in Russia su di te e se scriveranno visto che ti hanno sempre ostacolato.<br>Penso però che noi occidentali di te avremo sempre un bellissimo ricordo: sei stato l’uomo che ha provato a portare la vera libertà ad un popolo che ancora adesso è costretto a vivere sotto la dittatura.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Sei stato un eroe della storia.<br></p></blockquote>



<p>Sei stato un uomo di coraggio e un grande intellettuale. Penso che in Occidente rimarrai un simbolo, colui che ha lottato per il “cambiamento” di un popolo.</p>



<p><br>Ricordo il tuo sorriso dopo le mie domande in russo. Riposa in Pace caro Michail Gorbačëv.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="850" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-850" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-300x225.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-768x576.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-2048x1536.jpg 2048w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/08/IMG20220305111530-1-1080x810.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il mio primo incontro con Gorbaciov nel 1994</figcaption></figure>
</figure>



<p></p>



<p>.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa porta alcune &#8220;madri&#8221; ad uccidere i propri figli?</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/cosa-porta-alcune-madri-ad-uccidere-i-propri-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 12:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[basaglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madri che uccidono i propri figli. E&#8217; cosi vero paragonarle a Medea? Se Medea si fosse fatta curare, avrebbe ucciso i suoi figli? Madri che uccidono i figli, lo fanno per troppa rabbia o perché malate psicologicamente? Medea soffriva di disturbo borderline di personalità? I media hanno paragonato l’uccisione della piccola Elena da parte della madre al mito di Medea. Più che un mito, oggi parlerei di una vera e propria patologia psicologica. Medea forse soffriva di disturbi psicologici? Difficile da dire a quel tempo. E la letteratura parla di miti, ma non accenna alla malattia psichiatrica o psicologica, che è molto diffusa nella società contemporanea. Quale madre sana ucciderebbe la propria figlia? Troppa rabbia, troppo odio? Ma la rabbia e l’odio sono due sentimenti umani che tutti proviamo. Se però portati all’estremo non sono più sani, diventano una patologia seria che va curata. E perché è così difficile riconoscere queste malattie e quindi curarle? Al tempo di Basaglia chi non stava bene era definito un “matto”, con il significato più negativo del termine. I matti erano rinchiusi nei manicomi, per diversi motivi; certamente chi “psicologicamente” non stava bene, ma anche chi aveva dipendenze , chi era povero o faceva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Madri che uccidono i propri figli. E&#8217; cosi vero paragonarle a Medea? Se <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medea_(Euripide)">Medea </a>si fosse fatta curare, avrebbe ucciso i suoi figli?</h4>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><br>Madri che uccidono i figli, lo fanno per troppa rabbia o perché malate psicologicamente?</p></blockquote></figure>



<p>Medea soffriva di disturbo borderline di personalità? I media hanno paragonato l’uccisione della piccola Elena da parte della madre al mito di Medea. Più che un mito, oggi parlerei di una vera e propria patologia psicologica. Medea forse soffriva di disturbi psicologici? Difficile da dire a quel tempo. E la letteratura parla di miti, ma non accenna alla malattia psichiatrica o psicologica, che è molto diffusa nella società contemporanea.</p>



<p><br>Quale madre sana ucciderebbe la propria figlia? Troppa rabbia, troppo odio? Ma la <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">rabbia</a> e l’odio sono due sentimenti umani che tutti proviamo. Se però portati all’estremo non sono più sani, diventano una patologia seria che va curata. E perché è così difficile riconoscere queste malattie e quindi curarle?</p>



<p><br>Al tempo di <a href="https://www.stateofmind.it/2019/01/franco-basaglia/">Basaglia</a> chi non stava bene era definito un “matto”, con il significato più negativo del termine. I matti erano rinchiusi nei manicomi, per diversi motivi; certamente chi “psicologicamente” non stava bene, ma anche chi aveva dipendenze , chi era <a href="https://www.simonamarabese.it/l-omino-magico/">povero</a> o faceva fatica a gestire la propria vita. Addirittura C. Bogliolo, famoso medico psichiatra, nel suo libro di “Psichiatria per gli infermieri psichiatrici”, pubblicato nel 1974, definiva così i disturbi di personalità: “Personalità psicopatiche sono state definite quelle “di coloro che per la loro stessa natura soffrono e fanno soffrire la società”. Una malattia che fa soffrire la Società.</p>



<p><br>Meno male che oggi le cose sono diverse e che con la legge Basaglia (legge 180) i manicomi sono stati chiusi.<br>Si sono fatti passi giganti in campo psichiatrico e psicologico. Oggi si parla di diversi disturbi di personalità, che a differenza di patologie più gravi, possono essere curati con medicinali e percorsi terapeutici, fino alla scomparsa di questi.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Eppure nella società moderna le malattie psicologiche o psichiatriche non sono molto tutelate e curate. Come mai? </h4>



<p>Primo, perché la stessa Società fa fatica ad accettare queste malattie come “normali malattie” e quindi a riconoscerle e ad aiutare chi ne soffre.<br>Una donna quasi laureata, in un paesino del Sud come poteva essere aiutata? Probabilmente la famiglia stessa non ha visto i disturbi della figlia oppure ha fatto fatica ad accettare che la figlia soffrisse di un disturbo di personalità che deve, come tutte le malattie, essere curato con dei medicinali e delle cure adeguate.<br></p>



<p>Perché <a href="https://www.corriere.it/cronache/cards/elena-pozzo-uccisa-madre-martina-patti-catania-storia-dall-inizio/a-catania-rapita-bambina_principale.shtml">Martina Patti</a> ha avuto il coraggio di uccidere il sangue del suo sangue? Non si parla di coraggio e anche parlare di troppa rabbia nei confronti del marito è sbagliato. La rabbia e l’odio sono due sentimenti umani. Solo quando portati all’estremo si definiscono patologie psicologiche e psichiatriche molto forti, che vanno diagnosticate e curate prima che portino a compiere un gesto estremo quale l’omicidio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><br>Non esistono madri “mostri”, ma madri ammalate, che non stanno bene. </p></blockquote>



<p>Questo non giustifica il gesto atroce che Martina Patti ha compiuto. Ma forse Martina andava anche guardata subito ai primi segnali di squilibrio. Perché solo una rabbia “malata” può portare ad una simile atrocità.<br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" data-id="840" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-840" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-300x169.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-768x432.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1080x608.jpg 1080w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p>Che Medea fosse affetta da un grave<a href="https://www.stateofmind.it/disturbi-di-personalita/"> disturbo di personalità?</a> chi può dirlo. Lasciamo i miti alla letteratura.<br></p>



<p>Solo riflettendo sull’esistenza e cercando una cura ai disturbi psicologici, sempre più diffusi nella nostra società, forse riusciremo a fermare anche tante atrocità su persone innocenti.<br></p>



<p>Pace all’anima della piccola Elena, che ora risposi in paradiso.</p>



<p>Foto dal web</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<p></p>



<p>.</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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		<title>Un Papa e il suo calvario</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In ricordo di Papa Wojtyla. Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata? Un Papa e il suo calvario. E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, Giovanni Paolo II, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante. Un uomo e il suo calvario. Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso Cracovia, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado. Un Papa e il suo calvario. Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">In ricordo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Wojtyla</a>.</h4>



<p class="has-drop-cap">Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, <a href="https://www.simonamarabese.it/tag/giovanni-paolo-ii/">Giovanni Paolo II</a>, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un uomo e il suo calvario.</h4>



<p>Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a>, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, al suo dolore. Cosciente della sua scelta fino in fondo, forte nello spirito e nel corpo. Anche quando il 31 maggio del 1981 Ali Agca lo colpì al ventre e al gomito con due proiettili, lui non mollò.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Era forse già tutto scritto?</h4>



<p>Allora si pensò ad un miracolo dettato dal volere di Dio perché questo Papa aveva fatto un giuramento con lui, quello di portare fino in fondo alla sua vita il messaggio di Dio, la fede. Nemmeno la morte poteva toccare quell’uomo forte voluto da Dio. Un Papa intellettuale poliglotta, che al di là di ogni convinzione politica ha guardato al bene dell’umanità. Per questo con molta diplomazia e umiltà ha incontrato e con loro dialogato, i grandi uomini del suo tempo, Reagan, Arafat, Gorbaciov.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché il suo è un messaggio di pace e di umanità.</h4>



<p>E niente lo ha fermato. Nemmeno questa malattia che è giunta all&#8217;apice, ma che da anni lo ha colpito. Lui ora sa che è giunta la sua ora.</p>



<p>Preghiamo noi, fedeli e non fedeli, perché di lui, oltre alla Fede, ammiriamo il coraggio, l’ umiltà, la forza nel voler ancora una volta affacciarsi alla finestra della sua camera per salutare la folla, che in piazza San Pietro in questi giorni gli fa compagnia. Come il gesto di mercoledì, quando con fatica ha tentato di dirci ancora qualcosa, quasi a voler sfidare la sua malattia, sempre in nome dell’amore per la gente e l’umanità in generale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il suo viso quel giorno era molto sofferente. Nella sua drammaticità ricordava un quadro: “L’urlo” di Munch.</h4>



<p>E cosa voleva urlare Giovanni Paolo II quel giorno? La sua breve apparizione, il suo silenzio sono l’espressione più alta dell’amore che Dio ha voluto comunicarci attraverso lui. E’ il silenzio di un uomo di Dio che ci vuol far capire, che oltre la vita terrena, esiste davvero quella eterna e che anche quando la sua malattia diventerà ancora più forte noi dovremo portare nei nostri cuori questa fede incrollabile E quel viso è il viso di un uomo prima di un Papa, e la sofferenza lo tocca in profondità. Forse anche più di ogni altra persona, perché Giovanni paolo II ha vissuto anche la sofferenza di tutta l&#8217;umanità. Il suo amore è stato infinito e il suo coraggio altrettanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ci ricorderemo di questo uomo di Dio? Oltre alla sua vita nobile e al suo coraggio?</h4>



<p>Noi, che lo abbiamo visto in diretta alla tv, o in piazza San Pietro con i nostri occhi rivolti verso la sua finestra, ci ricorderemo del suo sguardo triste, di fronte alla sua impotenza di non poter più offrire in futuro, a noi suoi umili fedeli, la benedizione domenicale, ma anche della sua serenità interiore, di un uomo che si appresta alla morte.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Caro Wojtyla, cosa ci sarà oltre questo? </h4>



<p>Qualcosa di più bello che tu hai già visto? Un riposo, finalmente dovuto, o ancora un cammino, una lotta per affermare la pace e il bene? Incontrerai tutte le ultime vittime innocenti del destino sciagurato dello Tzunami? E tutti quei bambini che ogni giorno muoiono di fame in ogni parte del mondo? Oggi aggiungo: tutte le vittime del Covid? E i <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">bambini </a>che stanno morendo in questa <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">guerra</a> assurda?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tu lo sai già cosa c&#8217;è sopra noi, oltre noi.</h4>



<p>Tu sei il Papa, la voce di Dio, il mediatore tra ciò che esiste in cielo (o in un altro universo) e noi che siamo quaggiù, su questa terra e preghiamo come semplici esseri umani che vivono la sofferenza del tuo abbandono, guardando in alto verso la tua finestra per cercare, almeno in questo momento, un miracolo. </p>



<p>Aiutaci. Ora più che mai invochiamo il tuo ricordo.</p>



<p>Articolo scritto per l’opera lirica &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; (teatro Wagner, Milano, 22 novembre 2003).</p>



<p><strong>La vocazione.</strong> Per leggere la poesia clicca <a href="https://www.simonamarabese.it/la-vocazione/">qui</a>.</p>



<p>Foto dal web.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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		<title>Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 16:25:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nello zainetto coca cola e mandarini. Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da Cernobyl in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione Les Cultures, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di Cernigov, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. Pochi giorni fa il ritorno a casa. In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Nello zainetto coca cola e mandarini.</h4>



<p class="has-drop-cap">Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Cernobyl </a>in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultures</a>, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/cernigov/">Cernigov</a>, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Pochi giorni fa il ritorno a casa.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.<br>Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo due canali. Ma <a href="https://www.simonamarabese.it/dove-e-il-mio-ivan-chi-l-ha-visto/">Ivan </a>non ha molto tempo per guardare la televisione. Di solito aiuta la mamma al lavoro nei campi. Poi dopo va dalla nonna, che possiede un camino molto grande e dove quindi fa sempre molto caldo. A Ivan piace buttare legna sul fuoco e scaldarsi davanti al camino.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Lo scoppio del reattore.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">D’estate, invece, va al fiume a fare il bagno o a pescare con gli amici. Ivan non sa niente, non sa che il terreno su cui cammina è contaminato e il cibo che mangia è velenoso. A Ivan hanno raccontato che qualche anno fa a <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Chernobyl</a> è scoppiato un reattore della centrale nucleare. Ma non capisce il significato. Hai saputo delle conseguenze? Risponde: Mi hanno detto che se il reattore non fosse scoppiato allora avremmo vissuto un po&#8217; più a lungo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ivan è troppo piccolo per capire.</h4>



<p id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">Ma Ivan ha solo 7 anni e non può capire. Che cosa ti è piaciuto dell’Italia? La coca cola, i mandarini e le gomme da masticare. E poi l’ananas e il kiwi, che non avevo mai assaggiato. In Italia Ivan ha ricevuto tanti giochi e vestiti. E’ tornato a casa con una valigia piena. Nel suo zainetto Ivan ha messo una bottiglia di coca cola e alcuni mandarini per portarli alla mamma. Non vorresti restare in Italia? Gli chiedo ? Restare in Italia? E’ più bello vivere qua, ma la mia casa è in <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Ucraina</a>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Questa è la storia di Ivan ma anche quella di Sasha, Katia, Igor e Natascia. Tutti bambini che hanno avuto la disgrazia di nascere su un suolo malato, in un paese povero. Katia, 7 anni e due grandi occhi blu. Le abbiamo chiesto se tornerà in Italia. Ha risposto, vorrei tanto riabbracciare la famiglia che mi ha accolta.</p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">La storia di molti bambini di Chernobyl.</h4>



<p>Sasha non ha il papà. Gli abbiamo chiesto cosa vuole fare da grande. Ha alzato le spalle : Manca ancora tanto tempo.<br>Iva, Sasha e Katja sono tornati al loro Paese dalle loro mamme. Dell’Italia ricorderanno tante cose, le persone che hanno incontrato e l’affetto ricevuto. Di <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Chernobyl</a><a href="http://chernobyl"> </a>si è parlato tanto. Poi più nulla. E il silenzio ha la stessa risonanza del futuro che questi bimbi forse non vivranno molto facilmente. Ma anche loro hanno il diritto di vivere come tutti gli altri bambini, di crescere e diventare adulti. La loro condanna non è ancora dettata e per aiutarli basta veramente poco.</p>



<p>Il Resegone, 19 gennaio 1996<br></p>



<h4 class="wp-block-heading"><br></h4>
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		<title>Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’Ucraina sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale. Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che Vladimir Putin vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in Russia capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli oligarchi di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno). E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina? Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto [&#8230;]</p>
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<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/07/ucraina-russia-guerra-diretta">Ucraina</a> sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale.</p></blockquote>



<p class="has-drop-cap"><br>Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Vladimir Putin</a> vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Russia</a> capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oligarchi_russi#:~:text=Gli%20oligarchi%20pi%C3%B9%20famosi%20dell,Pjotr%20Aven%20e%20Vitalij%20Malkin%20.">oligarchi</a> di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno).</p>



<h4 class="wp-block-heading">E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina?</h4>



<p>Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto del male.<br></p>



<p>Si cita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij">Dostoevskij</a>, Tolstoj per cercare nella letteratura un significato a questa guerra disumana e barbara. Non esiste un significato storico generale. Esiste l’uomo che dentro di se non ha percezione della realtà. </p>



<p class="has-drop-cap">Il comunismo sovietico ha schiacciato la libertà umana e individuale, ma ogni essere umano dentro di sé dovrebbe riconoscere il bene e il male, dovrebbe distinguere la crudeltà dalla mera cattiveria. Ecco, questo uomo non ha percezione assoluta della realtà, del bene e del male, della crudeltà e della ferocia.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La percezione del bene e del male</h4>



<p>Non c&#8217;è  spiegazione, ne giustificazione a ciò che sta succedendo. Noi indaghiamo su come e cosa può aver provocato e dove finirà questa <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">guerra</a>.<br></p>



<p>Ma se nel 2022 ancora esistono uomini, che per il potere massacrano altri uomini, con una atrocità medioevale, ecco abbiamo sbagliato la storia, abbiamo sbagliato il concetto<a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/"> di umanità</a>.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa racconto ai miei studenti?<br></h4>



<p>Che il male ha prevalso, che forse se l&#8217;essere umano prenderà piena coscienza di cosa è il bene e il male, smetterà di fare il male. Ma ho l‘impressione che solo gli animali (che sanno solo dare in maniera incondizionata perché è l’unico modo per difendersi) possano capire questo termine: il bene, la gratitudine.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non si può ammazzare bambini. Chi ammazza un bambino ha la rabbia di un bambino che nella sua infanzia è stato “ammazzato” dalla sofferenza.<br></p><cite>Cosa racconto ai miei studenti?</cite></blockquote>



<p>Guardo il lato umano. La cattiveria non ha spiegazioni. E&#8217; l&#8217;espressione del  male della società contemporanea, dove prevalgono i social, i media e l’uomo dovrebbe essere più evoluto.<br></p>



<p>Forse non  si estinguerà mai. Forse va fermata con una logica chiara e diretta, puntando al cuore dell’umanità.<br>E’ che forse l’umanità non ha nemmeno il cuore. E un bambino è solo un bambino.</p>



<p>Foto dal web</p>



<p> </p>



<p><br><br></p>
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		<title>Intervista a Valentina Kuturnenko</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 14:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con Les Cultres Onlus di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a Cernigov, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986. La chiamata arrivata stamattina. La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata, Come state vivendo? Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Intervista a Valentina Kuturnenko</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.<br>Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultres Onlus</a> di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cernihiv">Cernigov</a>, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="296" height="170" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/mbini-di-cernobyl.jpg" alt="I bambini di Cernobyl" class="wp-image-689"/><figcaption>Valentina Kuturnenko collabora con Les Cultures di Lecco per ospitare in Italia i bambini di Cernobyl &#8211; Fonte dal web</figcaption></figure>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La chiamata arrivata stamattina.</h4>



<p>La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata,</p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>Come state vivendo? </h4>



<p>Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?<br>Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, che riusciamo a recuperare qui in campagna.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Trovare cibo è impossibile.</h4>



<p>Esiste un punto dove la gente può recarsi e dove può avere dello zucchero e del pane, ma è pericoloso andarci perché ci sono mine ovunque e potremmo morire subito. E anche qui ciò che viene distribuito è razionalizzato in modo sbagliato. La gente è impazzita per la fame, per la sete, e così chi può si accaparra di più. Poi alcune persone che hanno provato a muoversi sono state prese e prima di essere uccisi, ci hanno raccontato, sono stati legati e torturati. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Come è possibile tale violenza umana? Ma questa guerra non doveva salvaguardare i civili ?</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg" alt="" class="wp-image-690" width="401" height="263" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-300x197.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-768x505.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1080x710.jpg 1080w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption>Cernigov distrutta &#8211; fonte dal web</figcaption></figure>



<p>Continua: Pensavo che la guerra durasse solo qualche giorno e invece -e qui Valentina scoppia a piangere in maniera sommessa- non riusciamo a riposarci un minuto, è uno stress continuo tra sirene, bombe e violenza. Ogni giorno per le strade vengono trovati corpi di civili morti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ne è di Cernigov?</h4>



<p>Cernigov è stata una delle prime città colpite. La gente che non è morta è perché è riuscita a scappare in campagna e a nascondersi. La città è stata distrutta dai Russi. Il sindaco fa sapere attraverso internet che non è possibile ora valutare quante persone sono morte, perché ogni giorno ne muoiono altre.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi è rimasto vivo della tua Associazione?</h4>



<p>Cinque giorni fa abbiamo ritrovato il nostro autista ancora vivo ma sotto shock. Ci ha raccontato che i russi sono entrati nel suo appartamento e nonostante lui e i figli si fossero nascosti sotto il letto sono stati trovati. Lui era stato un militare in passato che aiutava i russi e ha cercato di fare leva su questo. Ma nulla ai soldati russi non interessava questo particolare. Hanno puntato il kalashnikov sulla sua testa e a quella dei figli e hanno rubato tutto ciò che era in casa, gioielli, computer, telefonini e anche la macchina.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Alcuni militari russi non guardano in faccia a nessuno, ammazzano tutti, bambini inclusi.</h4>



<p>Addirittura fanno violenza fisica sulle donne. Questa non è una guerra normale, è un genocidio, un crimine di umanità e se ci salveremo dalle bombe moriremo per tutta la violenza psicologica subita.<br>Che fine ha fatto la gente a Cernigov che non è riuscita a scappare?<br>Cernigov è la città dove hanno ucciso più civili. Ho lasciato le chiavi di casa a dei vicini quando sono scappata. In casa avevo conserve, acqua, cetrioli e latte, ho detto loro prendete tutto. Ma ora non so più niente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Alcuni soldati russi si comportano come bestie, anzi non le definirei bestie, perché le bestie hanno un cuore</em>, dice Valentina.</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<p>Loro uccidono con una violenza che un essere umano non dovrebbe avere- dice Valentina. Prendono i civili, li torturano, violentano le mogli davanti ai bambini e poi le uccidono. Entrano negli appartamenti e rubano tutto, addirittura chiamano le mogli in Russia per chiedere di cosa hanno bisogno. Loro vivono per il loro idolo: La <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Russia</a> di <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Putin</a>.<br>La voce si fa stanca, non voglio sforzarla a parlare ulteriormente.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Grazie ai Comuni di Cassago Brianza, Monza, Nerviano e Cerro Maggiore, che ci stano aiutando.</h4>



<p>Valentina mi dice di ringraziare il Comune di Cassago Brianza (che io anni fa sensibilizzai ai soggiorni per i bambini di Cernobyl), il comune di Monza, Nerviano, Cerro Maggiore, perché stanno raccogliendo soldi per l’associazione, per costruire a fine guerra una casa per chi sopravvivrà.</p>



<p><br>Ma quando sarà la fine della guerra? Sottolinea Valentina, saremo ancora vivi?<br>Non ho più domande, piango anche io per il suo racconto. Che Dio ci salvi mi dice. Si, che Dio ci salvi. Non so come salutarla, cosa posso dirle…rimani viva, noi in Italia stiamo facendo di tutto per aiutarvi…e la linea cade.</p>



<p><br></p>



<p>Questo articolo non contiene giudizi di sorta, ma riporta solo le parole della persona intervistata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p></p></blockquote>



<p> </p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Intervista a Valentina Kuturnenko</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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		<title>La guerra in Ucraina e i bambini</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 16:28:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[campagna Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[cancro alla tiroide]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trovate il mio Ivan! La guerra in Ucraina e i bambini: Che fine hanno fatto i bambini in Ucraina? Perché nessuno parla di loro? C’è una parte della guerra in Ucraina di cui i media non parlano molto. Ma anche io non posso farlo, è pericoloso, perché questa parte riguarda l’Ucraina dei bambini e delle persone disagiate che non vivono a Kiev, nella grande città, ma nei piccoli paesi delle regioni confinanti.Bambini che vivono in un orfanotrofio, perché hanno perso i genitori, bambini che vivono in ospedali perché malati di cancro alla tiroide, ma anche bambini che vivono in povertà. Dopo lo scoppio del reattore nel 1996, anche la guerra del Donbass nel 2014 ha contribuito al crollo dei salari e alla chiusura di piccole aziende che erano appena nate con l’indipendenza dell’Ucraina. Ma ha anche contribuito a peggiorare la situazione sanitaria. Ecco, di queste persone, che non sono politici e non girano con armi in mano i media ne parlano poco. Eppure sono tanti, se ancora vivi. A nord dell’Ucraina, vicino alla Centrale di Cernobyl, dove sono stata nel 2004, vi sono piccoli paesi di campagna, proprio minuscoli, come quello in cui vive Ivan, il bimbo è cresciuto insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">La guerra in Ucraina e i bambini</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trovate il mio Ivan!</p>



<pre class="wp-block-verse">La guerra in Ucraina e i bambini: Che fine hanno fatto i bambini in Ucraina? Perché nessuno parla di loro? </pre>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>C’è una parte <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_27/aggiornamento-militare-guerra-ucraina-kiev-chiedono-tank-aerei-ora-nato-considera-svolta-forniture-1c6ee354-add3-11ec-881c-603be96566c9.shtml">della guerra in Ucraina</a> di cui i media non parlano molto. Ma anche io non posso farlo, è pericoloso, perché questa parte riguarda l’<a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Ucraina</a> dei bambini e delle persone disagiate che non vivono a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kiev">Kiev</a>, nella grande città, ma nei piccoli paesi delle regioni confinanti.<br>Bambini che vivono in un orfanotrofio, perché hanno perso i genitori, bambini che vivono in ospedali perché malati di cancro alla tiroide, ma anche bambini che vivono in povertà. </p></blockquote>



<p>Dopo lo scoppio del reattore nel 1996, anche la <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/25/news/ucraina_mosca_frena_su_guerra_solo_donbass_e_stop_a_maggio-342875019/">guerra del Donbass </a>nel 2014 ha contribuito al crollo dei salari e alla chiusura di piccole aziende che erano appena nate con l’indipendenza dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ucraina">Ucraina</a>. Ma ha anche contribuito a peggiorare la situazione sanitaria. Ecco, di queste persone, che non sono politici e non girano con armi in mano i media ne parlano poco. Eppure sono tanti, se ancora vivi.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>A nord dell’Ucraina, vicino alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Centrale di Cernobyl</a>, dove sono stata nel 2004, vi sono piccoli paesi di campagna, proprio minuscoli, come quello in cui vive Ivan, il bimbo è cresciuto insieme alla mia famiglia.</p></blockquote>



<p><br>Ivan (di cui non faccio il cognome per motivi di sicurezza) , è un vero <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/ucraino/">Ucraino</a> la cui vita è stata segnata dal dolore. Da piccolo lo scoppio del reattore della centrale di Cernobyl, non distante da dove vive, gli ha portato via il papà e Ivan ha dovuto crescere con la mamma che era senza lavoro.<br>Me lo ricordo il 24 dicembre del 1986, quando andai a prenderlo all’associazione con la quale ho collaborato come interprete di lingua russa, per aiutare i soggiorni di questi bambini in Italia. L’associazione si chiama<a href="https://www.lescultures.it/wp/"> Les Cultures di Lecco</a> e da anni si occupa di far venire in Italia i bambini ucraini, almeno un mese all’anno, di modo che possano smaltire le radiazioni accumulate.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Aveva sei anni il giorno in cui arrivò; indossava un giubbetto estivo e aveva con sé un sacchettino di plastica contenente uno spazzolino da denti e un paio di mutandine.</p></blockquote>



<p>Insieme a lui arrivarono molti altri bambini, tutti provenienti da zone disagiate, povere e zone dove i bambini, a causa delle<a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/chernobyl_radiazioni_guerra_nucleare_bombardamenti_personale_ultime_notizie-6586962.html"> </a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione">radiazioni</a>, soffrivano di strane malattie. Mi ricordo due gemelline che erano completamente senza capelli; altri bambini non avevano più i denti e la maggior parte di loro aveva il <a href="https://healthy.thewom.it/salute/tumore-tiroide/">cancro alla tiroide</a>. Noi abbiamo cercato di aiutare tutti.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/piccolo-ivan-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-453" width="503" height="671"/><figcaption>Il piccolo Ivan da noi in Italia</figcaption></figure>



<p>Ivan con la mia famiglia è cresciuto; allora si attaccò così tanto a mio padre da chiamarlo “papà Luigi “ e ogni volta che doveva ritornare in <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Ucraina</a> era una sofferenza. Ma sapevamo che l’anno dopo l’avremmo rivisto. Quando partiva si portava sempre a casa una valigia piena di giocattoli. Non li apriva mai in Italia, perché poi, ho scoperto, nel suo paesino li rivendeva per guadagnare qualcosa. E’ stato fortunato anche perché coi i soldi che siamo risusciti a raccogliere tramite parenti ed amici in campagna lui si è comprato una casetta per la mamma e una mucca.<br></p>



<p>Quando Ivan è diventato adulto è stato più difficile invitarlo: ormai faceva parte della nostra famiglia, della nostra cerchia di parenti e ci mancava molto. Allora nel dicembre del 2004, preparai la valigia, piena di giocattoli, vestiario e cibo e comprai un biglietto per <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Kiev.</a></p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> Il viaggio fu molto lungo. A Francoforte persi la coincidenza con la linea di volo Ucraina e arrivai <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Kiev</a> senza la mia valigia. Sola, con qualche dollaro in tasca presi il pullman per arrivare nella zona di <a href="https://www.today.it/mondo/chernihiv-inferno.html">Cernigov</a>: 200 km senza riscaldamento con un temperatura esterna di meno 22.</p></blockquote>



<p><br>Ma non mi pesava il freddo. Il mio cuore era pieno di gioia perché potevo riveder il nostro Ivan. Dopo aver passato la notte da Valentina (la responsabile dei soggiorni), il giorno dopo venne un autista a prendermi, chiamato dall’associazione e ad accogliermi la mamma di Ivan che indossava la giacca di montone che le avevamo regalato. Dopo due ore di macchina arrivammo nel paese di Ivan, in piena campagna, la <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/26/news/colpire_scorte_e_munizioni_la_strategia_del_cremlino_per_salvare_la_campagna_in_ucraina-342981743/">campagna Ucraina </a>dei sopravvissuti alle radiazioni, alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Donbass">guerra del Donbass</a>. Un piccolo paese di 300 abitanti con un negozio, dove vi erano degli scaffali quasi vuoti e le persone giravano ancora sui carri trainati da cavalli. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ricordo però il calore con cui mi accolsero. Avevano una gratitudine infinita, che mi scaldava l’anima. Mi ospitarono a pranzo nella loro casetta (il bagno fuori in mezzo alla neve costruito con assi di legno) e mi prepararono cibo a volontà. </p></blockquote>



<p>Tutto il paese quel pomeriggio venne a farmi visita come se fossi stata una persona famosa, e tutti ringraziavano l’Italia. “Grazie italiani, perché ci aiutate. Grazie per quello che fate”.<br>E io ero orgogliosa, perché davvero con l’associazione di lecco ci siamo fatti in quattro per aiutare questi bambini. Ad ogni soggiorno organizzavamo visite mediche, anche molto importanti.<br>Quel giorno vennero a farmi visita anche i bambini che erano stati ospiti dell’Onorevole Cervetti, con cui lavorai qualche anno per l’associazione Vera Brianza di Monticello, che si occupava di export nei paesi dell’ex Unione Sovietica, per la quale lavoravo come interprete.<br>Poi nel 2012 è morta mamma e tramite l’associazione abbiamo fatto ritornare Ivan a casa nostra. Era ormai un uomo di 26 anni. E’ stato con noi per un po di tempo. Ricordo ancora le lacrime quando ci siamo riabbracciati.<br>Ritorno al presente, all’incubo che stiamo vivendo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il 24 mattina ero a scuola, non avevo ancora letto i giornali. Ricevo un messaggio da papà : chiama Ivan. Mi collego col cellulare e vedo che Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina. </p></blockquote>



<p>Da conoscitrice della politica di russa me lo aspettavo, ma forse non adesso e forse pregavo che ciò non avvenisse mai. Anche se la notte precedente il discorso di Putin alla nazione era chiaro e perentorio: rivogliamo l’Ucraina. Con l’angoscia in gola provo a chiamare subito Ivan e lui frettolosamente mi risponde: Simona, non posso parlare ora sono coi soldati, e chiude il telefono.<br>Da allora io riprovo ogni giorno a chiamarlo, ma nulla il telefono è spento. Neanche Valentina, con la quale riesco a scambiare qualche messaggio su WhatsApp nascosta in un bunker, sa nulla di lui. Di tutti i bambini che aiutava non sa più nulla. O forse non può dirci nulla perché teme di essere trovata. Le chiedo: che fine ha fatto Ivan? Ma la mia domanda è più generale: che fine hanno fatto Sasha, Nina, Anna, Serezha e tutti gli altri bambini che sembravano avere una speranza con questi soggiorni?<br>Valentina nei suoi brevi messaggi mi racconta che tutto è stato distrutto, che anche lei ha dovuto nascondersi, per questo non aggiunge altro. Gli orfanotrofi che vi erano non ci sono più, e tanti bambini anche, pare abbiano perso la vita schiacciati dalle bombe lanciate dai russi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-452" width="437" height="327" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1024x768.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-300x225.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-768x576.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1536x1152.jpg 1536w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-2048x1536.jpg 2048w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1080x810.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px" /><figcaption>La guerra in Ucraina</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mi chiedo: perché i bambini? Cosa centrano con la guerra? Perché devono subire questa violenza?</p></blockquote>



<p>Una nota del ministero dell’istruzione, pubblicata in questi giorni, ci invita a parlare a scuola della situazione attuale citando dell’articolo 11: la Pace.<br>Si, la pace. La stiamo aspettando ogni giorno. Le teorie sono tante, i giornalisti che scrivono cercano di dare spiegazioni a questo conflitto: tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Da conoscitrice del mondo ex sovietico dico che non sarà facile. Ma spero di sbagliarmi. L’Ucraina è una delle repubbliche più ricche di quelle che l’ex Impero Sovietico ha perso e anche una delle più aperte mentalmente.<br>E la Russia non teme sanzioni ne vuole trattare. La dittatura non conosce il dialogo. E’ difficile raccontare della pace ai miei studenti, quando le scene che vedono in televisione sono quelle di una guerra, obsoleta nella sua espressione ma sanguinaria; una guerra che non ci doveva essere e che deve essere fermata a tutti i costi. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I bambini non c’entrano. I bambini devono crescere, devono vivere.</p></blockquote>



<p><br>La cosa che più mi rattrista è pensare a cosa ne è di Ivan e perché non risponde al telefono. Lui che amava il suo paese e alla domanda: “vuoi restare in Italia”? rispondeva fiero: ”No, voglio andare in Ucraina, perché è il mio paese e amo il mio paese”.<br>Provo a ricontattare Valentina, non mi rassegno, ma non ho più risposta. Contatto la <a href="https://cri.it/">Croce Rossa italiana</a>, la quale gentilmente mi offre il suo aiuto e scrive alla Croce Rossa di Kiev. Ma nulla. Passano i giorni e di Ivan non si sa nulla. Ogni sera gli scrivo su WhatsApp: Ivan, abbiamo i mandarini e la coca cola che tu amavi tanto. Rispondimi! Ma il telefono è sempre spento. I messaggi non gli arrivano. E io continuo a pregare.<br>Quello che posso fare e sto facendo è collaborare con tante altre associazioni italiane per raccogliere cibo, vestiti, soldi. E spero. Spero che un giorno Ivan riaccenda il telefono, che sia vivo. Ma spero prima di tutto che questa guerra finisca. Una guerra che sta uccidendo tanti civili, che con la politica non c’entrano nulla. E mi addormento la sera con il volto di Ivan nel mio cuore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto.jpg" alt="" class="wp-image-454" width="391" height="391" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto.jpg 691w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto-300x300.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px" /><figcaption>Ivan in Italia</figcaption></figure>



<p><br><br></p>
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		<title>Il fantasma di Stalin: Putin</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 14:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[assalto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fantasma di Stalin &#8211; La dittatura sovietica non è mai scomparsa. Putin non ha mai negoziato, ne lo farà mai. È uno Zar, un ex KGB, un dittatore che ripete e continua ciò che i suoi predecessori hanno fatto. Il fantasma di Stalin.Putin A questi dittatori, (tra l&#8217;altro psicologicamente labili e grandi manipolatori) il destino delle persone non importa. Uno Zar russo non possiede il senso dell&#8217;Umanità. Non esiste dialogo per i dittatori (figuriamoci una trattativa) e la &#8220;morte&#8221; è un gioco. Il nuovo zar russo Putin NON TRATTA e odia essere comandato. L&#8217;inizio di una guerra per lui è un modo di dire al mondo IO comando e non mi spaventate. Ma quali sanzioni? Lui rivuole l&#8217;Ucraina, fonte di guadagno. Del popolo, russo o ucraino, non gliene frega nulla. E quella del Donbass è solo una scusa. Rivuole l&#8217;Ucraina e farà così con le altre ex Repubbliche Sovietiche. La guerra in Ucraina non si fermerà tanto presto purtroppo e coinvolgerà altri paesi. L&#8217;idea fa paura ma Putin è pronto ad usare armi nucleari se questo serve al suo obiettivo. Esistono i kamikaze russi, questa è sempre stato il filo conduttore dell&#8217;oligarchia ex sovietica. Prima il partito, il governo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Il fantasma di Stalin &#8211; La dittatura sovietica non è mai scomparsa. <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Putin</a> non ha mai negoziato, ne lo farà mai. È uno Zar, un ex KGB, un dittatore che ripete e continua ciò che i suoi predecessori hanno fatto.</p>
</blockquote>



<span id="more-384"></span>



<p>Il fantasma di Stalin.Putin</p>



<p>A questi dittatori, (tra l&#8217;altro psicologicamente labili e grandi manipolatori) il destino delle persone non importa.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://it.rbth.com/storia/83025-chi-era-lo-zar">Uno Zar russo</a> non possiede il senso dell&#8217;Umanità. Non esiste dialogo per i dittatori (figuriamoci una trattativa) e la &#8220;morte&#8221; è un gioco. </p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Il nuovo zar russo <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Putin</a> NON TRATTA e odia essere comandato. L&#8217;inizio di una guerra per lui è un modo di dire al mondo IO comando e non mi spaventate. Ma quali sanzioni? Lui rivuole l&#8217;<a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Ucraina</a>, fonte di guadagno. Del popolo, russo o ucraino, non gliene frega nulla. </p>



<p>E quella del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Donbass">Donbass </a>è solo una scusa. Rivuole l&#8217;Ucraina e farà così con le altre ex <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Repubbliche Sovietiche</a>. La guerra in Ucraina non si fermerà tanto presto purtroppo e coinvolgerà altri paesi. L&#8217;idea fa paura ma Putin è pronto ad usare armi nucleari se questo serve al suo obiettivo.</p>



<p>Esistono i kamikaze russi, questa è sempre stato il filo conduttore dell&#8217;oligarchia ex sovietica. Prima il partito, il governo. Prima il potere: chi comanda, cioè un dittatore (come in questo caso) narcisista e prepotente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La saccenza, l&#8217;odio che leggiamo nelle sue parole non è pazzia, ma rappresenta la normalità dei più feroci dittatori che diressero l&#8217;ex unione sovietica.</p>
</blockquote>



<p>Vladimir P<a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">utin</a> dice di combattere per il suo popolo, ma non è vero; </p>



<p>Lui non rappresenta nessuno , se non se stesso. Ricordiamoci quando fece morire quasi 1000 bambini a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Beslan">Beslan</a>, pur di fare capire che è lui a decidere e non cede, non negozia.</p>



<p>E i soldati ancora vivi lasciato morire nel <a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/russia_sottomarino_kursk_118_vittime_20_anni_fa_12_agosto_2000_le_domande-5401156.html">sottomarino ad Irkutsk</a>. Disse no dinanzi alle offerte di aiuto pur di dimostrare che la Russia non ha bisogno di nessuno. Nessuna coalizione, nessuna negoziazione, nessuna trattativa.</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:100%">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Mentre questi poveri giovani morivano lui offriva gratis i tranquillanti alle madri disperate.</p>
</blockquote>
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</div>



<p>Il popolo non esiste per questo dittatore, il fantasma di Stalin. Non è impazzito per il Covid (come sostengono alcuni gossip), gode nel vedere gli altri stati impazzire per trovare una strategia per fermarlo. E chi non è con lui deve morire. Mi ricorda Stalin, simile nei modi e nelle decisioni.</p>



<p>Putin non si fermerà, dinanzi alla morte di migliaia di persone, dinanzi allo sfacelo di un popolo, quello Ucraino. Putin rivuole L&#8217;Unione Sovietica, rivuole il dominio sugli altri paesi.</p>



<p class="has-drop-cap">Ora non usa il veleno, come fa con chi gli è scomodo, usa le armi. E di armi nucleari la Russia è piena. Siamo di fronte ad uno scenario straziante, pericoloso, l&#8217;avvio di una terza guerra mondiale. E noi stati occidentali continuiamo a parlare di sanzioni, mentre lui se la ride di nascosto.</p>



<p>Vai alla categoria: <a href="https://www.simonamarabese.it/category/attualita/" rel="nofollow">Attualità</a></p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Il fantasma di Stalin: Putin</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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		<title>La tattica malvagia dei ceceni</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 18:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[assalto]]></category>
		<category><![CDATA[ceceni]]></category>
		<category><![CDATA[Cecenia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[irkust sottomarino]]></category>
		<category><![CDATA[ostaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Beslan]]></category>
		<category><![CDATA[tattica]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=304</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il concetto occidentale di libertà è diverso da quello russo così come anche il concetto di umanità è differente. Lo testimonia la storia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La tattica malvagia dei ceceni &#8211; Il concetto occidentale di <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">libertà </a>è diverso da quello russo così come anche il concetto di umanità è differente. Lo testimonia la storia.</p>
</blockquote>



<span id="more-304"></span>



<p class="has-drop-cap">Ma il dolore che proveranno i parenti delle vittime, se i <a href="https://www.repubblica.it/online/esteri/moscateatro/attesa/attesa.html">terroristi ceceni </a>faranno scoppiare le bombe in loro possesso, sarà identico a quello provato dai parenti delle vittime della strage dell’11 settembre. Perché il concetto di dolore è unico, universale.  Ancora una volta il mondo è incollato davanti al televisore per seguire ciò che sta succedendo a Mosca.</p>



<p class="has-drop-cap">La paura di un ritorno al terrorismo internazionale è diffusa in tutta l’opinione pubblica mondiale. Solo che quanto sta avvenendo in Russia non ha nulla a che vedere con quello che è successo in America lo scorso anno, anche se <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Putin</a> e l’opinione pubblica russa non la pensano in questo modo. Si sta travisando il messaggio di questo atto terroristico. Ciò che i terroristi ceceni tentano di ottenere è la fine di una guerra che sta andando avanti da troppo tempo. In un paese ormai dimenticato da Dio, quale la Cecenia, ma controllato ininterrottamente dalle forze militari russe.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Matrice islamica?</h4>



<p class="has-drop-cap">Bin Laden, con l’atroce gesto compiuto, voleva dimostrare a Bush e all’opinione pubblica mondiale che il suo gruppo terroristico è capace di tenere a bada il mondo intero. I ceceni rivendicano una libertà politica amministrativa in un paese dove vige un assoluto vuoto di potere. Se Putin non si degna di trattare le probabilità che il massacro si compia sono molto alte. Ma ancora una volta la tragedia sarà presentata come un crimine universale e intollerante.</p>



<p class="has-drop-cap">Come un tentativo di esprimere la propria supremazia bellico-terroristica nei confronti di uno stato che, dopo la caduta del comunismo, sta cercando di sedersi allo stesso tavolo delle grandi democrazie occidentali. E in questo modo ci si sbarazzerà della propria coscienza sporca. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Putin </a>si affanna a dire all’occidente che tutto ciò fa parte di un piano terroristico internazionale che ha le sue radici nel fondamentalismo islamico. Ma si sbaglia.</p>
</blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">La tattica malvagia dei ceceni</h4>



<p>Da Bin Laden i ceceni hanno copiato la tattica e non il fine. </p>



<p>Con questa azione i terroristi tentano di coinvolgere l’opinione pubblica su ciò che sta succedendo in Cecenia, un paese dove la gente ha una sola alternativa: morire di fame o morire per l’indipendenza.</p>



<p>Ciò non significa giustificare un atto che può provocare altre vittime innocenti.</p>



<p class="has-drop-cap">Per cambiare il corso degli eventi è necessario modificare una mentalità che ha le sue origini fin dall’antichità. Ottenere l’avvio di trattative è infatti un passo molto complicato. Significherebbe il tradimento del senso di orgoglio che ha le sue radici fin dalla nascita dell’impero russo, quando nell’anno mille la nazione mongola tagliò la Rus’ di Kiev fuori del resto dell’Europa, favorendo così la nascita di una struttura assolutista e autocratica. Una mentalità troppo radicata.</p>



<p>Da qui il silenzio della stampa russa sui passi che <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Putin</a> intende operare.</p>



<p>Dal Cremlino si cercheranno invece di evidenziare i legami con il terrorismo islamico in Cecenia. In questo modo si avrà la coscienza pulita, ottenendo al tempo stesso la solidarietà del popolo americano che ha vissuto una situazione analoga. E grazie a questo l’America sarà ancora più vicino alla Russia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Diciotto mesi di guerra in Cecenia</h4>



<p class="has-drop-cap">Nessuno però ha fatto i conti con la guerra che da anni insanguina la Cecenia e con i morti che ci sono stati finora.<br>In 18 mesi di guerra i ceceni hanno perso circa cinquecentomila uomini.<br>Senza contare i militari russi che sono morti. Parliamo di un esercito ormai obsoleto. Per andare a combattere in un paese dimenticato, dove anche le donne combattono e sono diventate kamikaze pur di vendicare il dolore per la perdita dei loro uomini, ai soldati è stato promesso una riduzione del servizio di leva, da due a un anno, o qualche dollaro come ricompensa.</p>



<p>Ma la matrice islamica non c’entra. Lo stesso Barayev, che si è fatto intervistare, ha dichiarato che la sua è una chiara rivendicazione politica.</p>



<p>Lo dimostra anche il fatto che i ribelli ceceni hanno liberato donne e bambini e ora si apprestano a liberare anche gli stranieri chiusi in quell’edificio, che con i loro dissidi interni non c’entrano nulla.</p>



<p>Forse i terroristi islamici si sono preoccupati di donne e bambini che si trovavano nelle torri gemelle durante quell’attentato? Forse si sono preoccupati di far uscire dalle stesse torri gli stranieri prima dell’attentato?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nonostante la stampa occidentale parli di un tentativo di Putin di avviare trattative, i conoscitori della storia ex-sovietica, sanno benissimo che questo passo sarà molto difficile. Perché non è nella mentalità di questo popolo.</p>
</blockquote>



<p class="has-drop-cap">Le persone che in quel teatro sono rinchiuse forse sanno già che non saranno risparmiate. Perché difficilmente il governo russo cederà ai ricatti dei guerriglieri ceceni che hanno scelto una tattica terroristica ormai nota la mondo intero per cambiare gli avvenimenti della storia.<br>E’ questo che ci fa inorridire. Perché questa è una tragedia nella tragedia.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il dolore</h4>



<p class="has-drop-cap">Detto ciò non si vuole difendere nessuno. Un atto terroristico è sempre un atto terroristico. La morte di vittime innocenti è sempre da condannare. Ma non sarà questo il peso che la Russia avrà sulla coscienza se tutto dovesse concludersi nel peggiore dei modi.</p>



<p>Il dolore più grande che ne deriverà sarà ancora una volta il dolore di genitori che piangeranno i loro figli e di figli che piangeranno i loro genitori. Perché il tentativo dei ceceni di porre fine alla guerra nel loro paese servendosi dell’opinione pubblica mondiale, non servirà proprio a nulla se non, ancora una volta, a sottolineare la supremazia ideologica della Russia di fronte all’occidente.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il male fatto alle madri</h4>



<p class="has-drop-cap">Il male fatto alle povere vittime innocenti passerà in secondo piano. Come quando i parenti delle vittime del sottomarino Kursk furono liquidati con poche centinaia di dollari. Le loro madri addolorate che vedevano i loro figli morire sott’acqua, mentre Putin stava decidendo come muoversi, furono tranquillizzate con iniezioni di sedativi fatte senza il loro volere. Perché a quelle donne non era concesso nemmeno il loro dolore.</p>



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