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	<title>crimini contro l&#039;umanità Archivi - Simona Marabese</title>
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		<title>Un Papa e il suo calvario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In ricordo di Papa Wojtyla. Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata? Un Papa e il suo calvario. E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, Giovanni Paolo II, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante. Un uomo e il suo calvario. Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso Cracovia, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado. Un Papa e il suo calvario. Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/">Un Papa e il suo calvario</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">In ricordo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Wojtyla</a>.</h4>



<p class="has-drop-cap">Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, <a href="https://www.simonamarabese.it/tag/giovanni-paolo-ii/">Giovanni Paolo II</a>, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un uomo e il suo calvario.</h4>



<p>Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a>, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, al suo dolore. Cosciente della sua scelta fino in fondo, forte nello spirito e nel corpo. Anche quando il 31 maggio del 1981 Ali Agca lo colpì al ventre e al gomito con due proiettili, lui non mollò.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Era forse già tutto scritto?</h4>



<p>Allora si pensò ad un miracolo dettato dal volere di Dio perché questo Papa aveva fatto un giuramento con lui, quello di portare fino in fondo alla sua vita il messaggio di Dio, la fede. Nemmeno la morte poteva toccare quell’uomo forte voluto da Dio. Un Papa intellettuale poliglotta, che al di là di ogni convinzione politica ha guardato al bene dell’umanità. Per questo con molta diplomazia e umiltà ha incontrato e con loro dialogato, i grandi uomini del suo tempo, Reagan, Arafat, Gorbaciov.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché il suo è un messaggio di pace e di umanità.</h4>



<p>E niente lo ha fermato. Nemmeno questa malattia che è giunta all&#8217;apice, ma che da anni lo ha colpito. Lui ora sa che è giunta la sua ora.</p>



<p>Preghiamo noi, fedeli e non fedeli, perché di lui, oltre alla Fede, ammiriamo il coraggio, l’ umiltà, la forza nel voler ancora una volta affacciarsi alla finestra della sua camera per salutare la folla, che in piazza San Pietro in questi giorni gli fa compagnia. Come il gesto di mercoledì, quando con fatica ha tentato di dirci ancora qualcosa, quasi a voler sfidare la sua malattia, sempre in nome dell’amore per la gente e l’umanità in generale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il suo viso quel giorno era molto sofferente. Nella sua drammaticità ricordava un quadro: “L’urlo” di Munch.</h4>



<p>E cosa voleva urlare Giovanni Paolo II quel giorno? La sua breve apparizione, il suo silenzio sono l’espressione più alta dell’amore che Dio ha voluto comunicarci attraverso lui. E’ il silenzio di un uomo di Dio che ci vuol far capire, che oltre la vita terrena, esiste davvero quella eterna e che anche quando la sua malattia diventerà ancora più forte noi dovremo portare nei nostri cuori questa fede incrollabile E quel viso è il viso di un uomo prima di un Papa, e la sofferenza lo tocca in profondità. Forse anche più di ogni altra persona, perché Giovanni paolo II ha vissuto anche la sofferenza di tutta l&#8217;umanità. Il suo amore è stato infinito e il suo coraggio altrettanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ci ricorderemo di questo uomo di Dio? Oltre alla sua vita nobile e al suo coraggio?</h4>



<p>Noi, che lo abbiamo visto in diretta alla tv, o in piazza San Pietro con i nostri occhi rivolti verso la sua finestra, ci ricorderemo del suo sguardo triste, di fronte alla sua impotenza di non poter più offrire in futuro, a noi suoi umili fedeli, la benedizione domenicale, ma anche della sua serenità interiore, di un uomo che si appresta alla morte.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Caro Wojtyla, cosa ci sarà oltre questo? </h4>



<p>Qualcosa di più bello che tu hai già visto? Un riposo, finalmente dovuto, o ancora un cammino, una lotta per affermare la pace e il bene? Incontrerai tutte le ultime vittime innocenti del destino sciagurato dello Tzunami? E tutti quei bambini che ogni giorno muoiono di fame in ogni parte del mondo? Oggi aggiungo: tutte le vittime del Covid? E i <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">bambini </a>che stanno morendo in questa <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">guerra</a> assurda?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tu lo sai già cosa c&#8217;è sopra noi, oltre noi.</h4>



<p>Tu sei il Papa, la voce di Dio, il mediatore tra ciò che esiste in cielo (o in un altro universo) e noi che siamo quaggiù, su questa terra e preghiamo come semplici esseri umani che vivono la sofferenza del tuo abbandono, guardando in alto verso la tua finestra per cercare, almeno in questo momento, un miracolo. </p>



<p>Aiutaci. Ora più che mai invochiamo il tuo ricordo.</p>



<p>Articolo scritto per l’opera lirica &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; (teatro Wagner, Milano, 22 novembre 2003).</p>



<p><strong>La vocazione.</strong> Per leggere la poesia clicca <a href="https://www.simonamarabese.it/la-vocazione/">qui</a>.</p>



<p>Foto dal web.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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		<title>Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 16:25:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nello zainetto coca cola e mandarini. Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da Cernobyl in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione Les Cultures, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di Cernigov, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. Pochi giorni fa il ritorno a casa. In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Nello zainetto coca cola e mandarini.</h4>



<p class="has-drop-cap">Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Cernobyl </a>in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultures</a>, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/cernigov/">Cernigov</a>, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Pochi giorni fa il ritorno a casa.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.<br>Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo due canali. Ma <a href="https://www.simonamarabese.it/dove-e-il-mio-ivan-chi-l-ha-visto/">Ivan </a>non ha molto tempo per guardare la televisione. Di solito aiuta la mamma al lavoro nei campi. Poi dopo va dalla nonna, che possiede un camino molto grande e dove quindi fa sempre molto caldo. A Ivan piace buttare legna sul fuoco e scaldarsi davanti al camino.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Lo scoppio del reattore.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">D’estate, invece, va al fiume a fare il bagno o a pescare con gli amici. Ivan non sa niente, non sa che il terreno su cui cammina è contaminato e il cibo che mangia è velenoso. A Ivan hanno raccontato che qualche anno fa a <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Chernobyl</a> è scoppiato un reattore della centrale nucleare. Ma non capisce il significato. Hai saputo delle conseguenze? Risponde: Mi hanno detto che se il reattore non fosse scoppiato allora avremmo vissuto un po&#8217; più a lungo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ivan è troppo piccolo per capire.</h4>



<p id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">Ma Ivan ha solo 7 anni e non può capire. Che cosa ti è piaciuto dell’Italia? La coca cola, i mandarini e le gomme da masticare. E poi l’ananas e il kiwi, che non avevo mai assaggiato. In Italia Ivan ha ricevuto tanti giochi e vestiti. E’ tornato a casa con una valigia piena. Nel suo zainetto Ivan ha messo una bottiglia di coca cola e alcuni mandarini per portarli alla mamma. Non vorresti restare in Italia? Gli chiedo ? Restare in Italia? E’ più bello vivere qua, ma la mia casa è in <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Ucraina</a>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Questa è la storia di Ivan ma anche quella di Sasha, Katia, Igor e Natascia. Tutti bambini che hanno avuto la disgrazia di nascere su un suolo malato, in un paese povero. Katia, 7 anni e due grandi occhi blu. Le abbiamo chiesto se tornerà in Italia. Ha risposto, vorrei tanto riabbracciare la famiglia che mi ha accolta.</p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">La storia di molti bambini di Chernobyl.</h4>



<p>Sasha non ha il papà. Gli abbiamo chiesto cosa vuole fare da grande. Ha alzato le spalle : Manca ancora tanto tempo.<br>Iva, Sasha e Katja sono tornati al loro Paese dalle loro mamme. Dell’Italia ricorderanno tante cose, le persone che hanno incontrato e l’affetto ricevuto. Di <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Chernobyl</a><a href="http://chernobyl"> </a>si è parlato tanto. Poi più nulla. E il silenzio ha la stessa risonanza del futuro che questi bimbi forse non vivranno molto facilmente. Ma anche loro hanno il diritto di vivere come tutti gli altri bambini, di crescere e diventare adulti. La loro condanna non è ancora dettata e per aiutarli basta veramente poco.</p>



<p>Il Resegone, 19 gennaio 1996<br></p>



<h4 class="wp-block-heading"><br></h4>
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		<title>Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:15:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’Ucraina sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale. Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che Vladimir Putin vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in Russia capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli oligarchi di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno). E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina? Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/07/ucraina-russia-guerra-diretta">Ucraina</a> sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale.</p></blockquote>



<p class="has-drop-cap"><br>Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Vladimir Putin</a> vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Russia</a> capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oligarchi_russi#:~:text=Gli%20oligarchi%20pi%C3%B9%20famosi%20dell,Pjotr%20Aven%20e%20Vitalij%20Malkin%20.">oligarchi</a> di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno).</p>



<h4 class="wp-block-heading">E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina?</h4>



<p>Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto del male.<br></p>



<p>Si cita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij">Dostoevskij</a>, Tolstoj per cercare nella letteratura un significato a questa guerra disumana e barbara. Non esiste un significato storico generale. Esiste l’uomo che dentro di se non ha percezione della realtà. </p>



<p class="has-drop-cap">Il comunismo sovietico ha schiacciato la libertà umana e individuale, ma ogni essere umano dentro di sé dovrebbe riconoscere il bene e il male, dovrebbe distinguere la crudeltà dalla mera cattiveria. Ecco, questo uomo non ha percezione assoluta della realtà, del bene e del male, della crudeltà e della ferocia.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La percezione del bene e del male</h4>



<p>Non c&#8217;è  spiegazione, ne giustificazione a ciò che sta succedendo. Noi indaghiamo su come e cosa può aver provocato e dove finirà questa <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">guerra</a>.<br></p>



<p>Ma se nel 2022 ancora esistono uomini, che per il potere massacrano altri uomini, con una atrocità medioevale, ecco abbiamo sbagliato la storia, abbiamo sbagliato il concetto<a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/"> di umanità</a>.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa racconto ai miei studenti?<br></h4>



<p>Che il male ha prevalso, che forse se l&#8217;essere umano prenderà piena coscienza di cosa è il bene e il male, smetterà di fare il male. Ma ho l‘impressione che solo gli animali (che sanno solo dare in maniera incondizionata perché è l’unico modo per difendersi) possano capire questo termine: il bene, la gratitudine.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non si può ammazzare bambini. Chi ammazza un bambino ha la rabbia di un bambino che nella sua infanzia è stato “ammazzato” dalla sofferenza.<br></p><cite>Cosa racconto ai miei studenti?</cite></blockquote>



<p>Guardo il lato umano. La cattiveria non ha spiegazioni. E&#8217; l&#8217;espressione del  male della società contemporanea, dove prevalgono i social, i media e l’uomo dovrebbe essere più evoluto.<br></p>



<p>Forse non  si estinguerà mai. Forse va fermata con una logica chiara e diretta, puntando al cuore dell’umanità.<br>E’ che forse l’umanità non ha nemmeno il cuore. E un bambino è solo un bambino.</p>



<p>Foto dal web</p>



<p> </p>



<p><br><br></p>
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		<title>Intervista a Valentina Kuturnenko</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 14:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con Les Cultres Onlus di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a Cernigov, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986. La chiamata arrivata stamattina. La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata, Come state vivendo? Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Intervista a Valentina Kuturnenko</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.<br>Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultres Onlus</a> di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cernihiv">Cernigov</a>, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="296" height="170" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/mbini-di-cernobyl.jpg" alt="I bambini di Cernobyl" class="wp-image-689"/><figcaption>Valentina Kuturnenko collabora con Les Cultures di Lecco per ospitare in Italia i bambini di Cernobyl &#8211; Fonte dal web</figcaption></figure>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La chiamata arrivata stamattina.</h4>



<p>La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata,</p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>Come state vivendo? </h4>



<p>Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?<br>Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, che riusciamo a recuperare qui in campagna.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Trovare cibo è impossibile.</h4>



<p>Esiste un punto dove la gente può recarsi e dove può avere dello zucchero e del pane, ma è pericoloso andarci perché ci sono mine ovunque e potremmo morire subito. E anche qui ciò che viene distribuito è razionalizzato in modo sbagliato. La gente è impazzita per la fame, per la sete, e così chi può si accaparra di più. Poi alcune persone che hanno provato a muoversi sono state prese e prima di essere uccisi, ci hanno raccontato, sono stati legati e torturati. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Come è possibile tale violenza umana? Ma questa guerra non doveva salvaguardare i civili ?</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg" alt="" class="wp-image-690" width="401" height="263" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-300x197.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-768x505.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1080x710.jpg 1080w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra.jpg 1400w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption>Cernigov distrutta &#8211; fonte dal web</figcaption></figure>



<p>Continua: Pensavo che la guerra durasse solo qualche giorno e invece -e qui Valentina scoppia a piangere in maniera sommessa- non riusciamo a riposarci un minuto, è uno stress continuo tra sirene, bombe e violenza. Ogni giorno per le strade vengono trovati corpi di civili morti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ne è di Cernigov?</h4>



<p>Cernigov è stata una delle prime città colpite. La gente che non è morta è perché è riuscita a scappare in campagna e a nascondersi. La città è stata distrutta dai Russi. Il sindaco fa sapere attraverso internet che non è possibile ora valutare quante persone sono morte, perché ogni giorno ne muoiono altre.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi è rimasto vivo della tua Associazione?</h4>



<p>Cinque giorni fa abbiamo ritrovato il nostro autista ancora vivo ma sotto shock. Ci ha raccontato che i russi sono entrati nel suo appartamento e nonostante lui e i figli si fossero nascosti sotto il letto sono stati trovati. Lui era stato un militare in passato che aiutava i russi e ha cercato di fare leva su questo. Ma nulla ai soldati russi non interessava questo particolare. Hanno puntato il kalashnikov sulla sua testa e a quella dei figli e hanno rubato tutto ciò che era in casa, gioielli, computer, telefonini e anche la macchina.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Alcuni militari russi non guardano in faccia a nessuno, ammazzano tutti, bambini inclusi.</h4>



<p>Addirittura fanno violenza fisica sulle donne. Questa non è una guerra normale, è un genocidio, un crimine di umanità e se ci salveremo dalle bombe moriremo per tutta la violenza psicologica subita.<br>Che fine ha fatto la gente a Cernigov che non è riuscita a scappare?<br>Cernigov è la città dove hanno ucciso più civili. Ho lasciato le chiavi di casa a dei vicini quando sono scappata. In casa avevo conserve, acqua, cetrioli e latte, ho detto loro prendete tutto. Ma ora non so più niente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Alcuni soldati russi si comportano come bestie, anzi non le definirei bestie, perché le bestie hanno un cuore</em>, dice Valentina.</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<p>Loro uccidono con una violenza che un essere umano non dovrebbe avere- dice Valentina. Prendono i civili, li torturano, violentano le mogli davanti ai bambini e poi le uccidono. Entrano negli appartamenti e rubano tutto, addirittura chiamano le mogli in Russia per chiedere di cosa hanno bisogno. Loro vivono per il loro idolo: La <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Russia</a> di <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Putin</a>.<br>La voce si fa stanca, non voglio sforzarla a parlare ulteriormente.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Grazie ai Comuni di Cassago Brianza, Monza, Nerviano e Cerro Maggiore, che ci stano aiutando.</h4>



<p>Valentina mi dice di ringraziare il Comune di Cassago Brianza (che io anni fa sensibilizzai ai soggiorni per i bambini di Cernobyl), il comune di Monza, Nerviano, Cerro Maggiore, perché stanno raccogliendo soldi per l’associazione, per costruire a fine guerra una casa per chi sopravvivrà.</p>



<p><br>Ma quando sarà la fine della guerra? Sottolinea Valentina, saremo ancora vivi?<br>Non ho più domande, piango anche io per il suo racconto. Che Dio ci salvi mi dice. Si, che Dio ci salvi. Non so come salutarla, cosa posso dirle…rimani viva, noi in Italia stiamo facendo di tutto per aiutarvi…e la linea cade.</p>



<p><br></p>



<p>Questo articolo non contiene giudizi di sorta, ma riporta solo le parole della persona intervistata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p></p></blockquote>



<p> </p>



<p><br><br></p>
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