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	<title>il bene e il male Archivi - Simona Marabese</title>
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	<title>il bene e il male Archivi - Simona Marabese</title>
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		<title>Cosa porta alcune &#8220;madri&#8221; ad uccidere i propri figli?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2022 12:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Madri che uccidono i propri figli. E&#8217; cosi vero paragonarle a Medea? Se Medea si fosse fatta curare, avrebbe ucciso i suoi figli? Madri che uccidono i figli, lo fanno per troppa rabbia o perché malate psicologicamente? Medea soffriva di disturbo borderline di personalità? I media hanno paragonato l’uccisione della piccola Elena da parte della madre al mito di Medea. Più che un mito, oggi parlerei di una vera e propria patologia psicologica. Medea forse soffriva di disturbi psicologici? Difficile da dire a quel tempo. E la letteratura parla di miti, ma non accenna alla malattia psichiatrica o psicologica, che è molto diffusa nella società contemporanea. Quale madre sana ucciderebbe la propria figlia? Troppa rabbia, troppo odio? Ma la rabbia e l’odio sono due sentimenti umani che tutti proviamo. Se però portati all’estremo non sono più sani, diventano una patologia seria che va curata. E perché è così difficile riconoscere queste malattie e quindi curarle? Al tempo di Basaglia chi non stava bene era definito un “matto”, con il significato più negativo del termine. I matti erano rinchiusi nei manicomi, per diversi motivi; certamente chi “psicologicamente” non stava bene, ma anche chi aveva dipendenze , chi era povero o faceva [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-porta-alcune-madri-ad-uccidere-i-propri-figli/">Cosa porta alcune &#8220;madri&#8221; ad uccidere i propri figli?</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Madri che uccidono i propri figli. E&#8217; cosi vero paragonarle a Medea? Se <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medea_(Euripide)">Medea </a>si fosse fatta curare, avrebbe ucciso i suoi figli?</h4>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"></figure>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p><br>Madri che uccidono i figli, lo fanno per troppa rabbia o perché malate psicologicamente?</p></blockquote></figure>



<p>Medea soffriva di disturbo borderline di personalità? I media hanno paragonato l’uccisione della piccola Elena da parte della madre al mito di Medea. Più che un mito, oggi parlerei di una vera e propria patologia psicologica. Medea forse soffriva di disturbi psicologici? Difficile da dire a quel tempo. E la letteratura parla di miti, ma non accenna alla malattia psichiatrica o psicologica, che è molto diffusa nella società contemporanea.</p>



<p><br>Quale madre sana ucciderebbe la propria figlia? Troppa rabbia, troppo odio? Ma la <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">rabbia</a> e l’odio sono due sentimenti umani che tutti proviamo. Se però portati all’estremo non sono più sani, diventano una patologia seria che va curata. E perché è così difficile riconoscere queste malattie e quindi curarle?</p>



<p><br>Al tempo di <a href="https://www.stateofmind.it/2019/01/franco-basaglia/">Basaglia</a> chi non stava bene era definito un “matto”, con il significato più negativo del termine. I matti erano rinchiusi nei manicomi, per diversi motivi; certamente chi “psicologicamente” non stava bene, ma anche chi aveva dipendenze , chi era <a href="https://www.simonamarabese.it/l-omino-magico/">povero</a> o faceva fatica a gestire la propria vita. Addirittura C. Bogliolo, famoso medico psichiatra, nel suo libro di “Psichiatria per gli infermieri psichiatrici”, pubblicato nel 1974, definiva così i disturbi di personalità: “Personalità psicopatiche sono state definite quelle “di coloro che per la loro stessa natura soffrono e fanno soffrire la società”. Una malattia che fa soffrire la Società.</p>



<p><br>Meno male che oggi le cose sono diverse e che con la legge Basaglia (legge 180) i manicomi sono stati chiusi.<br>Si sono fatti passi giganti in campo psichiatrico e psicologico. Oggi si parla di diversi disturbi di personalità, che a differenza di patologie più gravi, possono essere curati con medicinali e percorsi terapeutici, fino alla scomparsa di questi.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Eppure nella società moderna le malattie psicologiche o psichiatriche non sono molto tutelate e curate. Come mai? </h4>



<p>Primo, perché la stessa Società fa fatica ad accettare queste malattie come “normali malattie” e quindi a riconoscerle e ad aiutare chi ne soffre.<br>Una donna quasi laureata, in un paesino del Sud come poteva essere aiutata? Probabilmente la famiglia stessa non ha visto i disturbi della figlia oppure ha fatto fatica ad accettare che la figlia soffrisse di un disturbo di personalità che deve, come tutte le malattie, essere curato con dei medicinali e delle cure adeguate.<br></p>



<p>Perché <a href="https://www.corriere.it/cronache/cards/elena-pozzo-uccisa-madre-martina-patti-catania-storia-dall-inizio/a-catania-rapita-bambina_principale.shtml">Martina Patti</a> ha avuto il coraggio di uccidere il sangue del suo sangue? Non si parla di coraggio e anche parlare di troppa rabbia nei confronti del marito è sbagliato. La rabbia e l’odio sono due sentimenti umani. Solo quando portati all’estremo si definiscono patologie psicologiche e psichiatriche molto forti, che vanno diagnosticate e curate prima che portino a compiere un gesto estremo quale l’omicidio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><br>Non esistono madri “mostri”, ma madri ammalate, che non stanno bene. </p></blockquote>



<p>Questo non giustifica il gesto atroce che Martina Patti ha compiuto. Ma forse Martina andava anche guardata subito ai primi segnali di squilibrio. Perché solo una rabbia “malata” può portare ad una simile atrocità.<br></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="840" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-840" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-300x169.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-768x432.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1-1080x608.jpg 1080w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/06/Medea-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p>Che Medea fosse affetta da un grave<a href="https://www.stateofmind.it/disturbi-di-personalita/"> disturbo di personalità?</a> chi può dirlo. Lasciamo i miti alla letteratura.<br></p>



<p>Solo riflettendo sull’esistenza e cercando una cura ai disturbi psicologici, sempre più diffusi nella nostra società, forse riusciremo a fermare anche tante atrocità su persone innocenti.<br></p>



<p>Pace all’anima della piccola Elena, che ora risposi in paradiso.</p>



<p>Foto dal web</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<p></p>



<p>.</p>



<p></p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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		<title>Un Papa e il suo calvario</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[calvario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In ricordo di Papa Wojtyla. Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata? Un Papa e il suo calvario. E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, Giovanni Paolo II, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante. Un uomo e il suo calvario. Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso Cracovia, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado. Un Papa e il suo calvario. Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/">Un Papa e il suo calvario</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">In ricordo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Wojtyla</a>.</h4>



<p class="has-drop-cap">Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, <a href="https://www.simonamarabese.it/tag/giovanni-paolo-ii/">Giovanni Paolo II</a>, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un uomo e il suo calvario.</h4>



<p>Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a>, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, al suo dolore. Cosciente della sua scelta fino in fondo, forte nello spirito e nel corpo. Anche quando il 31 maggio del 1981 Ali Agca lo colpì al ventre e al gomito con due proiettili, lui non mollò.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Era forse già tutto scritto?</h4>



<p>Allora si pensò ad un miracolo dettato dal volere di Dio perché questo Papa aveva fatto un giuramento con lui, quello di portare fino in fondo alla sua vita il messaggio di Dio, la fede. Nemmeno la morte poteva toccare quell’uomo forte voluto da Dio. Un Papa intellettuale poliglotta, che al di là di ogni convinzione politica ha guardato al bene dell’umanità. Per questo con molta diplomazia e umiltà ha incontrato e con loro dialogato, i grandi uomini del suo tempo, Reagan, Arafat, Gorbaciov.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché il suo è un messaggio di pace e di umanità.</h4>



<p>E niente lo ha fermato. Nemmeno questa malattia che è giunta all&#8217;apice, ma che da anni lo ha colpito. Lui ora sa che è giunta la sua ora.</p>



<p>Preghiamo noi, fedeli e non fedeli, perché di lui, oltre alla Fede, ammiriamo il coraggio, l’ umiltà, la forza nel voler ancora una volta affacciarsi alla finestra della sua camera per salutare la folla, che in piazza San Pietro in questi giorni gli fa compagnia. Come il gesto di mercoledì, quando con fatica ha tentato di dirci ancora qualcosa, quasi a voler sfidare la sua malattia, sempre in nome dell’amore per la gente e l’umanità in generale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il suo viso quel giorno era molto sofferente. Nella sua drammaticità ricordava un quadro: “L’urlo” di Munch.</h4>



<p>E cosa voleva urlare Giovanni Paolo II quel giorno? La sua breve apparizione, il suo silenzio sono l’espressione più alta dell’amore che Dio ha voluto comunicarci attraverso lui. E’ il silenzio di un uomo di Dio che ci vuol far capire, che oltre la vita terrena, esiste davvero quella eterna e che anche quando la sua malattia diventerà ancora più forte noi dovremo portare nei nostri cuori questa fede incrollabile E quel viso è il viso di un uomo prima di un Papa, e la sofferenza lo tocca in profondità. Forse anche più di ogni altra persona, perché Giovanni paolo II ha vissuto anche la sofferenza di tutta l&#8217;umanità. Il suo amore è stato infinito e il suo coraggio altrettanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ci ricorderemo di questo uomo di Dio? Oltre alla sua vita nobile e al suo coraggio?</h4>



<p>Noi, che lo abbiamo visto in diretta alla tv, o in piazza San Pietro con i nostri occhi rivolti verso la sua finestra, ci ricorderemo del suo sguardo triste, di fronte alla sua impotenza di non poter più offrire in futuro, a noi suoi umili fedeli, la benedizione domenicale, ma anche della sua serenità interiore, di un uomo che si appresta alla morte.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Caro Wojtyla, cosa ci sarà oltre questo? </h4>



<p>Qualcosa di più bello che tu hai già visto? Un riposo, finalmente dovuto, o ancora un cammino, una lotta per affermare la pace e il bene? Incontrerai tutte le ultime vittime innocenti del destino sciagurato dello Tzunami? E tutti quei bambini che ogni giorno muoiono di fame in ogni parte del mondo? Oggi aggiungo: tutte le vittime del Covid? E i <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">bambini </a>che stanno morendo in questa <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">guerra</a> assurda?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tu lo sai già cosa c&#8217;è sopra noi, oltre noi.</h4>



<p>Tu sei il Papa, la voce di Dio, il mediatore tra ciò che esiste in cielo (o in un altro universo) e noi che siamo quaggiù, su questa terra e preghiamo come semplici esseri umani che vivono la sofferenza del tuo abbandono, guardando in alto verso la tua finestra per cercare, almeno in questo momento, un miracolo. </p>



<p>Aiutaci. Ora più che mai invochiamo il tuo ricordo.</p>



<p>Articolo scritto per l’opera lirica &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; (teatro Wagner, Milano, 22 novembre 2003).</p>



<p><strong>La vocazione.</strong> Per leggere la poesia clicca <a href="https://www.simonamarabese.it/la-vocazione/">qui</a>.</p>



<p>Foto dal web.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
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		<title>Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 16:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nello zainetto coca cola e mandarini. Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da Cernobyl in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione Les Cultures, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di Cernigov, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. Pochi giorni fa il ritorno a casa. In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading">Nello zainetto coca cola e mandarini.</h4>



<p class="has-drop-cap">Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Cernobyl </a>in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultures</a>, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/cernigov/">Cernigov</a>, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Pochi giorni fa il ritorno a casa.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.<br>Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo due canali. Ma <a href="https://www.simonamarabese.it/dove-e-il-mio-ivan-chi-l-ha-visto/">Ivan </a>non ha molto tempo per guardare la televisione. Di solito aiuta la mamma al lavoro nei campi. Poi dopo va dalla nonna, che possiede un camino molto grande e dove quindi fa sempre molto caldo. A Ivan piace buttare legna sul fuoco e scaldarsi davanti al camino.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Lo scoppio del reattore.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">D’estate, invece, va al fiume a fare il bagno o a pescare con gli amici. Ivan non sa niente, non sa che il terreno su cui cammina è contaminato e il cibo che mangia è velenoso. A Ivan hanno raccontato che qualche anno fa a <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Chernobyl</a> è scoppiato un reattore della centrale nucleare. Ma non capisce il significato. Hai saputo delle conseguenze? Risponde: Mi hanno detto che se il reattore non fosse scoppiato allora avremmo vissuto un po&#8217; più a lungo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ivan è troppo piccolo per capire.</h4>



<p id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">Ma Ivan ha solo 7 anni e non può capire. Che cosa ti è piaciuto dell’Italia? La coca cola, i mandarini e le gomme da masticare. E poi l’ananas e il kiwi, che non avevo mai assaggiato. In Italia Ivan ha ricevuto tanti giochi e vestiti. E’ tornato a casa con una valigia piena. Nel suo zainetto Ivan ha messo una bottiglia di coca cola e alcuni mandarini per portarli alla mamma. Non vorresti restare in Italia? Gli chiedo ? Restare in Italia? E’ più bello vivere qua, ma la mia casa è in <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Ucraina</a>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Questa è la storia di Ivan ma anche quella di Sasha, Katia, Igor e Natascia. Tutti bambini che hanno avuto la disgrazia di nascere su un suolo malato, in un paese povero. Katia, 7 anni e due grandi occhi blu. Le abbiamo chiesto se tornerà in Italia. Ha risposto, vorrei tanto riabbracciare la famiglia che mi ha accolta.</p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">La storia di molti bambini di Chernobyl.</h4>



<p>Sasha non ha il papà. Gli abbiamo chiesto cosa vuole fare da grande. Ha alzato le spalle : Manca ancora tanto tempo.<br>Iva, Sasha e Katja sono tornati al loro Paese dalle loro mamme. Dell’Italia ricorderanno tante cose, le persone che hanno incontrato e l’affetto ricevuto. Di <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Chernobyl</a><a href="http://chernobyl"> </a>si è parlato tanto. Poi più nulla. E il silenzio ha la stessa risonanza del futuro che questi bimbi forse non vivranno molto facilmente. Ma anche loro hanno il diritto di vivere come tutti gli altri bambini, di crescere e diventare adulti. La loro condanna non è ancora dettata e per aiutarli basta veramente poco.</p>



<p>Il Resegone, 19 gennaio 1996<br></p>



<h4 class="wp-block-heading"><br></h4>
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		<title>Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[atrocità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’Ucraina sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale. Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che Vladimir Putin vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in Russia capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli oligarchi di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno). E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina? Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto [&#8230;]</p>
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<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/07/ucraina-russia-guerra-diretta">Ucraina</a> sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale.</p></blockquote>



<p class="has-drop-cap"><br>Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Vladimir Putin</a> vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Russia</a> capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oligarchi_russi#:~:text=Gli%20oligarchi%20pi%C3%B9%20famosi%20dell,Pjotr%20Aven%20e%20Vitalij%20Malkin%20.">oligarchi</a> di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno).</p>



<h4 class="wp-block-heading">E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina?</h4>



<p>Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto del male.<br></p>



<p>Si cita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij">Dostoevskij</a>, Tolstoj per cercare nella letteratura un significato a questa guerra disumana e barbara. Non esiste un significato storico generale. Esiste l’uomo che dentro di se non ha percezione della realtà. </p>



<p class="has-drop-cap">Il comunismo sovietico ha schiacciato la libertà umana e individuale, ma ogni essere umano dentro di sé dovrebbe riconoscere il bene e il male, dovrebbe distinguere la crudeltà dalla mera cattiveria. Ecco, questo uomo non ha percezione assoluta della realtà, del bene e del male, della crudeltà e della ferocia.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La percezione del bene e del male</h4>



<p>Non c&#8217;è  spiegazione, ne giustificazione a ciò che sta succedendo. Noi indaghiamo su come e cosa può aver provocato e dove finirà questa <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">guerra</a>.<br></p>



<p>Ma se nel 2022 ancora esistono uomini, che per il potere massacrano altri uomini, con una atrocità medioevale, ecco abbiamo sbagliato la storia, abbiamo sbagliato il concetto<a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/"> di umanità</a>.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa racconto ai miei studenti?<br></h4>



<p>Che il male ha prevalso, che forse se l&#8217;essere umano prenderà piena coscienza di cosa è il bene e il male, smetterà di fare il male. Ma ho l‘impressione che solo gli animali (che sanno solo dare in maniera incondizionata perché è l’unico modo per difendersi) possano capire questo termine: il bene, la gratitudine.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non si può ammazzare bambini. Chi ammazza un bambino ha la rabbia di un bambino che nella sua infanzia è stato “ammazzato” dalla sofferenza.<br></p><cite>Cosa racconto ai miei studenti?</cite></blockquote>



<p>Guardo il lato umano. La cattiveria non ha spiegazioni. E&#8217; l&#8217;espressione del  male della società contemporanea, dove prevalgono i social, i media e l’uomo dovrebbe essere più evoluto.<br></p>



<p>Forse non  si estinguerà mai. Forse va fermata con una logica chiara e diretta, puntando al cuore dell’umanità.<br>E’ che forse l’umanità non ha nemmeno il cuore. E un bambino è solo un bambino.</p>



<p>Foto dal web</p>



<p> </p>



<p><br><br></p>
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