<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>bambini Archivi - Simona Marabese</title>
	<atom:link href="https://www.simonamarabese.it/tag/bambini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.simonamarabese.it/tag/bambini/</link>
	<description>Blog</description>
	<lastBuildDate>Sun, 26 Mar 2023 16:42:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9</generator>

<image>
	<url>https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/01/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>bambini Archivi - Simona Marabese</title>
	<link>https://www.simonamarabese.it/tag/bambini/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sasha</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/sasha/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 16:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=901</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dacci dei giocattoli Sire e non ti disturberemo. Correremo nei prati verso il sole giocando. Perché siamo bambini e prima di vivere dobbiamo giocare. La storia di Sasha L’altra notte non riuscivo a dormire. Faceva freddo e non mi bastava la coperta stesa sul pavimento per scaldarmi.Mi sono affacciato alla finestra per vedere il mio paese. Non è molto bello perché oramai non c’è rimasto quasi nulla. Dalla finestra si vedono solo case diroccate, qualche rudere, perché le bombe hanno distrutto tutto.Mi sono affacciato per vedere se almeno di notte la gente riesce a dormire anche con tutti i rumori di spari che ci accompagnano sempre. C’è stato un attimo invece in cui ho sentito il rumore del silenzio. Ho pensato: un miracolo! Non c’erano urla, né gemiti, né carri armati volanti. Ho pensato anche per un momento che fosse arrivato quel signore di cui ci parlano sempre a scuola. Ci hanno detto che sarà lui un giorno a portare la pace. Allora questo silenzio significava che lui stava per arrivare per portare la pace. Ho avuto paura. Sono nato nella guerra e non so cosa sia la pace. Mi hanno raccontato che quando un giorno non ci saranno più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/sasha/">Sasha</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Dacci dei giocattoli Sire e non ti disturberemo. Correremo nei prati verso il sole giocando. Perché siamo bambini e prima di vivere dobbiamo giocare.</p>
<cite>La storia di Sasha</cite></blockquote>



<p>L’altra notte non riuscivo a dormire. Faceva freddo e non mi bastava la coperta stesa sul pavimento per scaldarmi.<br>Mi sono affacciato alla finestra per vedere il mio paese. Non è molto bello perché oramai non c’è rimasto quasi nulla. Dalla finestra si vedono solo case diroccate, qualche rudere, perché le <a href="https://www.rainews.it/maratona/2023/03/guerra-in-ucraina-la-cronaca-minuto-per-minuto-giorno-395-6c3208b3-663f-4284-b8bc-df4725f80ffe.html">bombe</a> hanno distrutto tutto.<br>Mi sono affacciato per vedere se almeno di notte la gente riesce a dormire anche con tutti i rumori di spari che ci accompagnano sempre.</p>



<p><br>C’è stato un attimo invece in cui ho sentito il rumore del silenzio. Ho pensato: un miracolo! Non c’erano urla, né gemiti, né <a href="https://it.euronews.com/2023/03/02/ucraina-distrutti-numerosi-carri-armati-russi#:~:text=La%20Russia%20avrebbe%20perso%20almeno,secondo%20quanto%20riferito%20da%20Kiev.">carri armati </a>volanti. Ho pensato anche per un momento che fosse arrivato quel signore di cui ci parlano sempre a scuola. Ci hanno detto che sarà lui un giorno a portare la pace. Allora questo silenzio significava che lui stava per arrivare per portare la pace.</p>



<p><br>Ho avuto paura. Sono nato nella guerra e non so cosa sia la <a href="https://www.savethechildren.it/blog-notizie/crisi-ucraina-russia-tutto-quello-che-c-e-da-sapere?gclid=Cj0KCQjw2v-gBhC1ARIsAOQdKY0PRYYo4AXU1-A26K8N9RN_lho4gSc3ELJXbJmXZZKZ2iZxEI8mpEsaAmusEALw_wcB">pace</a>. Mi hanno raccontato che quando un giorno non ci saranno più spari, quando non ci sarà più gente ammalata quando tutti avremo da mangiare, un materasso su cui dormire, allora quel giorno ci sarà la pace. Se ci penso sono contento. Ah, Se ci fosse ancora Sasha il mio fratellino, sono sicuro che anche lui sarebbe contento di questa cosa.</p>



<p><br>Solo che lui ora non c’è. Non so bene dove sia andato. Mi ricordo l’ultima volta che l’ho visto. Eravamo andati nel vicolo vicino insieme agli altri bambini. Li c’è una piazza molto grande dove possiamo giocare. La mamma ci aveva avvertiti di stare attenti, ci aveva detto di guardare sempre per terra prima di camminare. Invece Sasha ha voluto fare un gioco strano. Ha visto enorme sasso nel centro della piazza e ha voluto prendere la rincorsa per saltarlo. Ma mentre correva ha inciampato in qualche cosa, una specie di <a href="https://www.simonamarabese.it/jamal-il-mio-fratellino/">giocattolo</a>, sembrava una farfallina gialla. Poi non mi ricordo molto, ho sentito un botto e della polvere che si alzava e sono caduto. Quando ho riaperto gli occhi c’era tanta gente ma Sasha non c’era. Al suo posto ho visto delle macchie rosse, di sangue. Ho urlato” Sasha, Sasha!” ma lui non rispondeva, non c’era più.</p>



<p><br>E nemmeno adesso c’è. Non dorme più vicino a me sulla coperta stesa sul pavimento.</p>



<p><br>Verrà la pace un giorno mi dice sempre la mia<a href="https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/"> mamma</a>. Allora tutte le sere prima di dormire dico una preghiera a quel signore che è disegnato sul libro di scuola e gli chiedo di portare la pace, così davvero Sasha ritornerà. Si, perché non so bene cosa voglia dire la mamma quando dice che ci sarà la pace, perché io sono nato in mezzo alle bombe e non so cosa significhi stare senza. Però per me la pace ci sarà quando un giorno potrò tornare con gli altri bambini a giocare nel vicolo qui vicino senza aver paura di schiacciare le farfalle gialle. E sono sicuro che quel giorno ci sarà anche Sasha a giocare con me.</p>



<p><br>Ecco, è finito il silenzio, riprendono gli spari, forse è meglio che torni a dormire. Buona notte Sasha in qualunque posto tu sia. Sul pavimento c’è sempre un po’ di coperta per te, quando vorrai tornare a dormire vicino a me.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/sasha/">Sasha</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un Papa e il suo calvario</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 15:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e la guerra]]></category>
		<category><![CDATA[calvario]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l&#039;umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra ai bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Wojtyla]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=739</guid>

					<description><![CDATA[<p>In ricordo di Papa Wojtyla. Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata? Un Papa e il suo calvario. E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, Giovanni Paolo II, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante. Un uomo e il suo calvario. Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso Cracovia, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado. Un Papa e il suo calvario. Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/">Un Papa e il suo calvario</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">In ricordo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Wojtyla</a>.</h4>



<p class="has-drop-cap">Un Papa e il suo calvario &#8211; Cosa pensa un Papa quando si avvicina alla morte? Sa già chi incontrerà, chi ci sarà ad aspettarlo oltre il mistero della vita terrena che ha vissuto con la profondità del suo ruolo? E forse il suo Calvario è solo un passaggio, una ulteriore purificazione alla sua già vita purificata e beata?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>E&#8217; quello che sta vivendo in questi giorni, in questi ultimi attimi, <a href="https://www.simonamarabese.it/tag/giovanni-paolo-ii/">Giovanni Paolo II</a>, il nostro Papa, perché il suo destino gli ha fatto incontrare una malattia crudele, una sofferenza fisica pesante.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un uomo e il suo calvario.</h4>



<p>Una vita iniziata nella povertà e nella sofferenza, quando, negli anni quaranta, lavorando nelle cave di pietra a Zakrzówek, presso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a>, evitò la deportazione nel terzo Reich germanico. Fu in quel periodo che nacque la sua Vocazione. Wojtyla Iniziò a frequentare i corsi clandestini della Facoltà di Teologia dell&#8217;Università Jagellonica come seminarista dell’arcidiocesi di Cracovia, e fu trasferito insieme ad altri seminaristi &#8220;clandestini&#8221;, nel palazzo dell’arcivescovado.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un Papa e il suo calvario.</h4>



<p>Wojtyla è un grande Papa ma anche un grande uomo, per questo ci è difficile pensare alla sua malattia, al suo dolore. Cosciente della sua scelta fino in fondo, forte nello spirito e nel corpo. Anche quando il 31 maggio del 1981 Ali Agca lo colpì al ventre e al gomito con due proiettili, lui non mollò.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Era forse già tutto scritto?</h4>



<p>Allora si pensò ad un miracolo dettato dal volere di Dio perché questo Papa aveva fatto un giuramento con lui, quello di portare fino in fondo alla sua vita il messaggio di Dio, la fede. Nemmeno la morte poteva toccare quell’uomo forte voluto da Dio. Un Papa intellettuale poliglotta, che al di là di ogni convinzione politica ha guardato al bene dell’umanità. Per questo con molta diplomazia e umiltà ha incontrato e con loro dialogato, i grandi uomini del suo tempo, Reagan, Arafat, Gorbaciov.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché il suo è un messaggio di pace e di umanità.</h4>



<p>E niente lo ha fermato. Nemmeno questa malattia che è giunta all&#8217;apice, ma che da anni lo ha colpito. Lui ora sa che è giunta la sua ora.</p>



<p>Preghiamo noi, fedeli e non fedeli, perché di lui, oltre alla Fede, ammiriamo il coraggio, l’ umiltà, la forza nel voler ancora una volta affacciarsi alla finestra della sua camera per salutare la folla, che in piazza San Pietro in questi giorni gli fa compagnia. Come il gesto di mercoledì, quando con fatica ha tentato di dirci ancora qualcosa, quasi a voler sfidare la sua malattia, sempre in nome dell’amore per la gente e l’umanità in generale.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il suo viso quel giorno era molto sofferente. Nella sua drammaticità ricordava un quadro: “L’urlo” di Munch.</h4>



<p>E cosa voleva urlare Giovanni Paolo II quel giorno? La sua breve apparizione, il suo silenzio sono l’espressione più alta dell’amore che Dio ha voluto comunicarci attraverso lui. E’ il silenzio di un uomo di Dio che ci vuol far capire, che oltre la vita terrena, esiste davvero quella eterna e che anche quando la sua malattia diventerà ancora più forte noi dovremo portare nei nostri cuori questa fede incrollabile E quel viso è il viso di un uomo prima di un Papa, e la sofferenza lo tocca in profondità. Forse anche più di ogni altra persona, perché Giovanni paolo II ha vissuto anche la sofferenza di tutta l&#8217;umanità. Il suo amore è stato infinito e il suo coraggio altrettanto.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ci ricorderemo di questo uomo di Dio? Oltre alla sua vita nobile e al suo coraggio?</h4>



<p>Noi, che lo abbiamo visto in diretta alla tv, o in piazza San Pietro con i nostri occhi rivolti verso la sua finestra, ci ricorderemo del suo sguardo triste, di fronte alla sua impotenza di non poter più offrire in futuro, a noi suoi umili fedeli, la benedizione domenicale, ma anche della sua serenità interiore, di un uomo che si appresta alla morte.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Caro Wojtyla, cosa ci sarà oltre questo? </h4>



<p>Qualcosa di più bello che tu hai già visto? Un riposo, finalmente dovuto, o ancora un cammino, una lotta per affermare la pace e il bene? Incontrerai tutte le ultime vittime innocenti del destino sciagurato dello Tzunami? E tutti quei bambini che ogni giorno muoiono di fame in ogni parte del mondo? Oggi aggiungo: tutte le vittime del Covid? E i <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">bambini </a>che stanno morendo in questa <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">guerra</a> assurda?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Tu lo sai già cosa c&#8217;è sopra noi, oltre noi.</h4>



<p>Tu sei il Papa, la voce di Dio, il mediatore tra ciò che esiste in cielo (o in un altro universo) e noi che siamo quaggiù, su questa terra e preghiamo come semplici esseri umani che vivono la sofferenza del tuo abbandono, guardando in alto verso la tua finestra per cercare, almeno in questo momento, un miracolo. </p>



<p>Aiutaci. Ora più che mai invochiamo il tuo ricordo.</p>



<p>Articolo scritto per l’opera lirica &#8220;Giovanni Paolo II&#8221; (teatro Wagner, Milano, 22 novembre 2003).</p>



<p><strong>La vocazione.</strong> Per leggere la poesia clicca <a href="https://www.simonamarabese.it/la-vocazione/">qui</a>.</p>



<p>Foto dal web.</p>



<p><br></p>



<p><br></p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/un-papa-e-il-suo-calvario/">Un Papa e il suo calvario</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 16:25:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[atrocità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e la guerra]]></category>
		<category><![CDATA[campagna Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
		<category><![CDATA[Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[coca cola]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l&#039;umanità]]></category>
		<category><![CDATA[disastro di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[dostoevskij]]></category>
		<category><![CDATA[guerra ai bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan]]></category>
		<category><![CDATA[Les Cultures di Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[libertà individuale]]></category>
		<category><![CDATA[mandarini]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[radiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[reattore]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorni bambini di Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Tolstoj]]></category>
		<category><![CDATA[zainetto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=755</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nello zainetto coca cola e mandarini. Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da Cernobyl in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione Les Cultures, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di Cernigov, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. Pochi giorni fa il ritorno a casa. In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/">Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading">Nello zainetto coca cola e mandarini.</h4>



<p class="has-drop-cap">Nello zainetto di Ivan coca cola e mandarini &#8211; Gli avevano raccontato che in Italia c’è sempre il sole. E così è arrivato a Lecco con il sorriso sulle labbra. Nel suo zainetto alcuni dolci fatti dalla mamma e uno spazzolino da denti. Alle spalle la campagna di Khmelnytza, una cinquantina di chilometri da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Cernobyl </a>in Ucraina. Ivan è sbarcato a Lecco grazie all’associazione <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultures</a>, che è riuscita a portare in Italia, in collaborazione con l’Associazione Pro Infanzia, 71 bambini, dai sette agli undici anni, provenienti dalla regione di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/cernigov/">Cernigov</a>, una delle zone più contaminate dopo l’incidente alla centrale nucleare. Vivere in quelle terre significa essere condannati ad una morte lenta. I piccoli sono stati ospitati da alcune famiglie della zona. </p>



<h4 class="wp-block-heading">Pochi giorni fa il ritorno a casa.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">In Italia Ivan ha visto tante automobili: a lui piace andare in macchina. Al suo paese quasi nessuno possiede l’auto. Ivan ogni giorno si reca a scuola a piedi, perché in paese non ci sono neanche le strade asfaltate.<br>Ivan racconta che dove vive lui non ci sono le cose che trova qui in Italia. Il suo televisore è in bianco e nero e ha solo due canali. Ma <a href="https://www.simonamarabese.it/dove-e-il-mio-ivan-chi-l-ha-visto/">Ivan </a>non ha molto tempo per guardare la televisione. Di solito aiuta la mamma al lavoro nei campi. Poi dopo va dalla nonna, che possiede un camino molto grande e dove quindi fa sempre molto caldo. A Ivan piace buttare legna sul fuoco e scaldarsi davanti al camino.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Lo scoppio del reattore.</h4>



<p class="has-drop-cap" id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">D’estate, invece, va al fiume a fare il bagno o a pescare con gli amici. Ivan non sa niente, non sa che il terreno su cui cammina è contaminato e il cibo che mangia è velenoso. A Ivan hanno raccontato che qualche anno fa a <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Chernobyl</a> è scoppiato un reattore della centrale nucleare. Ma non capisce il significato. Hai saputo delle conseguenze? Risponde: Mi hanno detto che se il reattore non fosse scoppiato allora avremmo vissuto un po&#8217; più a lungo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Ivan è troppo piccolo per capire.</h4>



<p id="block-fca93b79-c0f8-40fb-aa40-a27dcb3c2c8a">Ma Ivan ha solo 7 anni e non può capire. Che cosa ti è piaciuto dell’Italia? La coca cola, i mandarini e le gomme da masticare. E poi l’ananas e il kiwi, che non avevo mai assaggiato. In Italia Ivan ha ricevuto tanti giochi e vestiti. E’ tornato a casa con una valigia piena. Nel suo zainetto Ivan ha messo una bottiglia di coca cola e alcuni mandarini per portarli alla mamma. Non vorresti restare in Italia? Gli chiedo ? Restare in Italia? E’ più bello vivere qua, ma la mia casa è in <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Ucraina</a>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Questa è la storia di Ivan ma anche quella di Sasha, Katia, Igor e Natascia. Tutti bambini che hanno avuto la disgrazia di nascere su un suolo malato, in un paese povero. Katia, 7 anni e due grandi occhi blu. Le abbiamo chiesto se tornerà in Italia. Ha risposto, vorrei tanto riabbracciare la famiglia che mi ha accolta.</p></blockquote>



<h4 class="wp-block-heading">La storia di molti bambini di Chernobyl.</h4>



<p>Sasha non ha il papà. Gli abbiamo chiesto cosa vuole fare da grande. Ha alzato le spalle : Manca ancora tanto tempo.<br>Iva, Sasha e Katja sono tornati al loro Paese dalle loro mamme. Dell’Italia ricorderanno tante cose, le persone che hanno incontrato e l’affetto ricevuto. Di <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Chernobyl</a><a href="http://chernobyl"> </a>si è parlato tanto. Poi più nulla. E il silenzio ha la stessa risonanza del futuro che questi bimbi forse non vivranno molto facilmente. Ma anche loro hanno il diritto di vivere come tutti gli altri bambini, di crescere e diventare adulti. La loro condanna non è ancora dettata e per aiutarli basta veramente poco.</p>



<p>Il Resegone, 19 gennaio 1996<br></p>



<h4 class="wp-block-heading"><br></h4>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/nello-zainetto-di-ivan-coca-cola-e-mandarini/">Nello zainetto di Ivan Coca cola e mandarini.</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 15:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[atrocità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[bambini e la guerra]]></category>
		<category><![CDATA[campagna Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
		<category><![CDATA[Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l&#039;umanità]]></category>
		<category><![CDATA[disastro di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[dostoevskij]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[guerra ai bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[il bene e il male]]></category>
		<category><![CDATA[Les Cultures di Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[libertà individuale]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[radiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Tolstoj]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=717</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’Ucraina sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale. Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che Vladimir Putin vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in Russia capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli oligarchi di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno). E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina? Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cosa racconto ai miei bambini della guerra in Ucraina &#8211; Sono una insegnate e ho il diritto di dire la verità su ciò che accade, visto che ho vissuto e conosciuto questi popoli che stanno combattendo. C’è chi dice La Russia mente, chi “L’<a href="https://tg24.sky.it/mondo/2022/04/07/ucraina-russia-guerra-diretta">Ucraina</a> sta inscenando una finta battaglia sui morti che vengono ripresi”. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ho il dovere di difendere i bambini dall’espressione del bene e del male. Non posso raccontare cosa sia la libertà di espressione per un popolo massacrato dall’idolatria di un singolo uomo. Un popolo che per millenni ha vissuto comandato, che per un pezzo di pane doveva negare la propria libertà individuale.</p></blockquote>



<p class="has-drop-cap"><br>Al di la di ogni ragione reale o alterata (certo è che <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Vladimir Putin</a> vuole rimanere nella storia con una reputazione che supera di gran lunga quella dei suoi predecessori) mi chiedo chi in <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Russia</a> capisca davvero cosa sia il concetto del bene e del male al di fuori di un guadagno materiale ( gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oligarchi_russi#:~:text=Gli%20oligarchi%20pi%C3%B9%20famosi%20dell,Pjotr%20Aven%20e%20Vitalij%20Malkin%20.">oligarchi</a> di Putin chiudono gli occhi per i soldi che hanno).</p>



<h4 class="wp-block-heading">E ai miei bambini cosa racconto della guerra in Ucraina?</h4>



<p>Ogni essere umano nasce con il concetto del bene e cresce (attraverso frustrazioni , dolori, negazioni) sperimentando il concetto del male.<br></p>



<p>Si cita <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/F%C3%ABdor_Dostoevskij">Dostoevskij</a>, Tolstoj per cercare nella letteratura un significato a questa guerra disumana e barbara. Non esiste un significato storico generale. Esiste l’uomo che dentro di se non ha percezione della realtà. </p>



<p class="has-drop-cap">Il comunismo sovietico ha schiacciato la libertà umana e individuale, ma ogni essere umano dentro di sé dovrebbe riconoscere il bene e il male, dovrebbe distinguere la crudeltà dalla mera cattiveria. Ecco, questo uomo non ha percezione assoluta della realtà, del bene e del male, della crudeltà e della ferocia.</p>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La percezione del bene e del male</h4>



<p>Non c&#8217;è  spiegazione, ne giustificazione a ciò che sta succedendo. Noi indaghiamo su come e cosa può aver provocato e dove finirà questa <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">guerra</a>.<br></p>



<p>Ma se nel 2022 ancora esistono uomini, che per il potere massacrano altri uomini, con una atrocità medioevale, ecco abbiamo sbagliato la storia, abbiamo sbagliato il concetto<a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/"> di umanità</a>.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa racconto ai miei studenti?<br></h4>



<p>Che il male ha prevalso, che forse se l&#8217;essere umano prenderà piena coscienza di cosa è il bene e il male, smetterà di fare il male. Ma ho l‘impressione che solo gli animali (che sanno solo dare in maniera incondizionata perché è l’unico modo per difendersi) possano capire questo termine: il bene, la gratitudine.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Non si può ammazzare bambini. Chi ammazza un bambino ha la rabbia di un bambino che nella sua infanzia è stato “ammazzato” dalla sofferenza.<br></p><cite>Cosa racconto ai miei studenti?</cite></blockquote>



<p>Guardo il lato umano. La cattiveria non ha spiegazioni. E&#8217; l&#8217;espressione del  male della società contemporanea, dove prevalgono i social, i media e l’uomo dovrebbe essere più evoluto.<br></p>



<p>Forse non  si estinguerà mai. Forse va fermata con una logica chiara e diretta, puntando al cuore dell’umanità.<br>E’ che forse l’umanità non ha nemmeno il cuore. E un bambino è solo un bambino.</p>



<p>Foto dal web</p>



<p> </p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/cosa-racconto-ai-miei-bambini-della-guerra-in-ucraina/">Cosa racconto ai miei  bambini della guerra in Ucraina</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Valentina Kuturnenko</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 14:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bambini di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[campagna Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
		<category><![CDATA[Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[crimini contro l&#039;umanità]]></category>
		<category><![CDATA[disastro di cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Les Cultures di Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[radiazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=688</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con Les Cultres Onlus di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a Cernigov, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986. La chiamata arrivata stamattina. La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata, Come state vivendo? Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Intervista a Valentina Kuturnenko</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><br>Intervista a Valentina Kuturnenko, Presidente del Fondo Pro Infanzia di Cernigov.<br>Il Fondo Pro Infanzia (Detskij Fond) da oltre vent’anni collabora con <a href="https://www.lescultures.it/wp/">Les Cultres Onlus</a> di Lecco per organizzare i soggiorni per i bambini sopravvissuti alle radiazioni di Cernobyl nei vari paesi della Brianza. Collaboro con Valentina da tanti anni e nel 2004 sono stata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C4%8Cernihiv">Cernigov</a>, ospite da lei. Valentina ha dedicato la sua vita a salvare i bambini dopo il disastro di Cernobyl nel 1986.</p>



<h4 class="wp-block-heading"></h4>



<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="296" height="170" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/mbini-di-cernobyl.jpg" alt="I bambini di Cernobyl" class="wp-image-689"/><figcaption>Valentina Kuturnenko collabora con Les Cultures di Lecco per ospitare in Italia i bambini di Cernobyl &#8211; Fonte dal web</figcaption></figure>



<p></p>



<h4 class="wp-block-heading">La chiamata arrivata stamattina.</h4>



<p>La sua voce è stremata, fa fatica a parlare e in alcuni momenti il suo racconto è confuso dalle lacrime. Valentina è scappata da Cernigov il giorno in cui è scoppiata la guerra, il 24 febbraio; si è nascosta in campagna, in uno scantinato adibito a bunker. Non mi può dire dove, ha paura di essere poi trovata,</p>



<h4 class="wp-block-heading"><br>Come state vivendo? </h4>



<p>Anche se la domanda più opportuna sarebbe: come state sopravvivendo a questa guerra atroce?<br>Sono arrivata qui il 24 non avevo niente con me e ancora dormo con gli stivali e gli indumenti che avevo. Viviamo al freddo, la temperatura di notte scende quasi fino a meno venti gradi, non abbiamo acqua. Il cibo è pochissimo, mangiamo quasi sempre patate, che riusciamo a recuperare qui in campagna.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Trovare cibo è impossibile.</h4>



<p>Esiste un punto dove la gente può recarsi e dove può avere dello zucchero e del pane, ma è pericoloso andarci perché ci sono mine ovunque e potremmo morire subito. E anche qui ciò che viene distribuito è razionalizzato in modo sbagliato. La gente è impazzita per la fame, per la sete, e così chi può si accaparra di più. Poi alcune persone che hanno provato a muoversi sono state prese e prima di essere uccisi, ci hanno raccontato, sono stati legati e torturati. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Come è possibile tale violenza umana? Ma questa guerra non doveva salvaguardare i civili ?</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg" alt="" class="wp-image-690" width="401" height="263" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1024x674.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-300x197.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-768x505.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra-1080x710.jpg 1080w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/04/cernigov-in-guerra.jpg 1400w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /><figcaption>Cernigov distrutta &#8211; fonte dal web</figcaption></figure>



<p>Continua: Pensavo che la guerra durasse solo qualche giorno e invece -e qui Valentina scoppia a piangere in maniera sommessa- non riusciamo a riposarci un minuto, è uno stress continuo tra sirene, bombe e violenza. Ogni giorno per le strade vengono trovati corpi di civili morti.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa ne è di Cernigov?</h4>



<p>Cernigov è stata una delle prime città colpite. La gente che non è morta è perché è riuscita a scappare in campagna e a nascondersi. La città è stata distrutta dai Russi. Il sindaco fa sapere attraverso internet che non è possibile ora valutare quante persone sono morte, perché ogni giorno ne muoiono altre.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Chi è rimasto vivo della tua Associazione?</h4>



<p>Cinque giorni fa abbiamo ritrovato il nostro autista ancora vivo ma sotto shock. Ci ha raccontato che i russi sono entrati nel suo appartamento e nonostante lui e i figli si fossero nascosti sotto il letto sono stati trovati. Lui era stato un militare in passato che aiutava i russi e ha cercato di fare leva su questo. Ma nulla ai soldati russi non interessava questo particolare. Hanno puntato il kalashnikov sulla sua testa e a quella dei figli e hanno rubato tutto ciò che era in casa, gioielli, computer, telefonini e anche la macchina.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Alcuni militari russi non guardano in faccia a nessuno, ammazzano tutti, bambini inclusi.</h4>



<p>Addirittura fanno violenza fisica sulle donne. Questa non è una guerra normale, è un genocidio, un crimine di umanità e se ci salveremo dalle bombe moriremo per tutta la violenza psicologica subita.<br>Che fine ha fatto la gente a Cernigov che non è riuscita a scappare?<br>Cernigov è la città dove hanno ucciso più civili. Ho lasciato le chiavi di casa a dei vicini quando sono scappata. In casa avevo conserve, acqua, cetrioli e latte, ho detto loro prendete tutto. Ma ora non so più niente.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>Alcuni soldati russi si comportano come bestie, anzi non le definirei bestie, perché le bestie hanno un cuore</em>, dice Valentina.</p><cite>Intervista a Valentina Kuturnenko</cite></blockquote>



<p>Loro uccidono con una violenza che un essere umano non dovrebbe avere- dice Valentina. Prendono i civili, li torturano, violentano le mogli davanti ai bambini e poi le uccidono. Entrano negli appartamenti e rubano tutto, addirittura chiamano le mogli in Russia per chiedere di cosa hanno bisogno. Loro vivono per il loro idolo: La <a href="https://www.simonamarabese.it/il-fantasma-di-stalin-putin/">Russia</a> di <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">Putin</a>.<br>La voce si fa stanca, non voglio sforzarla a parlare ulteriormente.<br></p>



<h4 class="wp-block-heading">Grazie ai Comuni di Cassago Brianza, Monza, Nerviano e Cerro Maggiore, che ci stano aiutando.</h4>



<p>Valentina mi dice di ringraziare il Comune di Cassago Brianza (che io anni fa sensibilizzai ai soggiorni per i bambini di Cernobyl), il comune di Monza, Nerviano, Cerro Maggiore, perché stanno raccogliendo soldi per l’associazione, per costruire a fine guerra una casa per chi sopravvivrà.</p>



<p><br>Ma quando sarà la fine della guerra? Sottolinea Valentina, saremo ancora vivi?<br>Non ho più domande, piango anche io per il suo racconto. Che Dio ci salvi mi dice. Si, che Dio ci salvi. Non so come salutarla, cosa posso dirle…rimani viva, noi in Italia stiamo facendo di tutto per aiutarvi…e la linea cade.</p>



<p><br></p>



<p>Questo articolo non contiene giudizi di sorta, ma riporta solo le parole della persona intervistata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>.</p></blockquote>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p></p></blockquote>



<p> </p>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/intervista-valentina-kuturnenko/">Intervista a Valentina Kuturnenko</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La guerra in Ucraina e i bambini</title>
		<link>https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Marabese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Mar 2022 16:28:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[campagna Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[cancro alla tiroide]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Cernigov]]></category>
		<category><![CDATA[Cernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[croce rossa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e bambini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Les Cultures di Lecco]]></category>
		<category><![CDATA[radiazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.simonamarabese.it/?p=451</guid>

					<description><![CDATA[<p>Trovate il mio Ivan! La guerra in Ucraina e i bambini: Che fine hanno fatto i bambini in Ucraina? Perché nessuno parla di loro? C’è una parte della guerra in Ucraina di cui i media non parlano molto. Ma anche io non posso farlo, è pericoloso, perché questa parte riguarda l’Ucraina dei bambini e delle persone disagiate che non vivono a Kiev, nella grande città, ma nei piccoli paesi delle regioni confinanti.Bambini che vivono in un orfanotrofio, perché hanno perso i genitori, bambini che vivono in ospedali perché malati di cancro alla tiroide, ma anche bambini che vivono in povertà. Dopo lo scoppio del reattore nel 1996, anche la guerra del Donbass nel 2014 ha contribuito al crollo dei salari e alla chiusura di piccole aziende che erano appena nate con l’indipendenza dell’Ucraina. Ma ha anche contribuito a peggiorare la situazione sanitaria. Ecco, di queste persone, che non sono politici e non girano con armi in mano i media ne parlano poco. Eppure sono tanti, se ancora vivi. A nord dell’Ucraina, vicino alla Centrale di Cernobyl, dove sono stata nel 2004, vi sono piccoli paesi di campagna, proprio minuscoli, come quello in cui vive Ivan, il bimbo è cresciuto insieme [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">La guerra in Ucraina e i bambini</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Trovate il mio Ivan!</p>



<pre class="wp-block-verse">La guerra in Ucraina e i bambini: Che fine hanno fatto i bambini in Ucraina? Perché nessuno parla di loro? </pre>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>C’è una parte <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_marzo_27/aggiornamento-militare-guerra-ucraina-kiev-chiedono-tank-aerei-ora-nato-considera-svolta-forniture-1c6ee354-add3-11ec-881c-603be96566c9.shtml">della guerra in Ucraina</a> di cui i media non parlano molto. Ma anche io non posso farlo, è pericoloso, perché questa parte riguarda l’<a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Ucraina</a> dei bambini e delle persone disagiate che non vivono a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kiev">Kiev</a>, nella grande città, ma nei piccoli paesi delle regioni confinanti.<br>Bambini che vivono in un orfanotrofio, perché hanno perso i genitori, bambini che vivono in ospedali perché malati di cancro alla tiroide, ma anche bambini che vivono in povertà. </p></blockquote>



<p>Dopo lo scoppio del reattore nel 1996, anche la <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/25/news/ucraina_mosca_frena_su_guerra_solo_donbass_e_stop_a_maggio-342875019/">guerra del Donbass </a>nel 2014 ha contribuito al crollo dei salari e alla chiusura di piccole aziende che erano appena nate con l’indipendenza dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ucraina">Ucraina</a>. Ma ha anche contribuito a peggiorare la situazione sanitaria. Ecco, di queste persone, che non sono politici e non girano con armi in mano i media ne parlano poco. Eppure sono tanti, se ancora vivi.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>A nord dell’Ucraina, vicino alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">Centrale di Cernobyl</a>, dove sono stata nel 2004, vi sono piccoli paesi di campagna, proprio minuscoli, come quello in cui vive Ivan, il bimbo è cresciuto insieme alla mia famiglia.</p></blockquote>



<p><br>Ivan (di cui non faccio il cognome per motivi di sicurezza) , è un vero <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/ucraino/">Ucraino</a> la cui vita è stata segnata dal dolore. Da piccolo lo scoppio del reattore della centrale di Cernobyl, non distante da dove vive, gli ha portato via il papà e Ivan ha dovuto crescere con la mamma che era senza lavoro.<br>Me lo ricordo il 24 dicembre del 1986, quando andai a prenderlo all’associazione con la quale ho collaborato come interprete di lingua russa, per aiutare i soggiorni di questi bambini in Italia. L’associazione si chiama<a href="https://www.lescultures.it/wp/"> Les Cultures di Lecco</a> e da anni si occupa di far venire in Italia i bambini ucraini, almeno un mese all’anno, di modo che possano smaltire le radiazioni accumulate.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Aveva sei anni il giorno in cui arrivò; indossava un giubbetto estivo e aveva con sé un sacchettino di plastica contenente uno spazzolino da denti e un paio di mutandine.</p></blockquote>



<p>Insieme a lui arrivarono molti altri bambini, tutti provenienti da zone disagiate, povere e zone dove i bambini, a causa delle<a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/chernobyl_radiazioni_guerra_nucleare_bombardamenti_personale_ultime_notizie-6586962.html"> </a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione">radiazioni</a>, soffrivano di strane malattie. Mi ricordo due gemelline che erano completamente senza capelli; altri bambini non avevano più i denti e la maggior parte di loro aveva il <a href="https://healthy.thewom.it/salute/tumore-tiroide/">cancro alla tiroide</a>. Noi abbiamo cercato di aiutare tutti.<br></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/piccolo-ivan-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-453" width="503" height="671"/><figcaption>Il piccolo Ivan da noi in Italia</figcaption></figure>



<p>Ivan con la mia famiglia è cresciuto; allora si attaccò così tanto a mio padre da chiamarlo “papà Luigi “ e ogni volta che doveva ritornare in <a href="https://www.simonamarabese.it/biografia/">Ucraina</a> era una sofferenza. Ma sapevamo che l’anno dopo l’avremmo rivisto. Quando partiva si portava sempre a casa una valigia piena di giocattoli. Non li apriva mai in Italia, perché poi, ho scoperto, nel suo paesino li rivendeva per guadagnare qualcosa. E’ stato fortunato anche perché coi i soldi che siamo risusciti a raccogliere tramite parenti ed amici in campagna lui si è comprato una casetta per la mamma e una mucca.<br></p>



<p>Quando Ivan è diventato adulto è stato più difficile invitarlo: ormai faceva parte della nostra famiglia, della nostra cerchia di parenti e ci mancava molto. Allora nel dicembre del 2004, preparai la valigia, piena di giocattoli, vestiario e cibo e comprai un biglietto per <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Kiev.</a></p>



<p></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> Il viaggio fu molto lungo. A Francoforte persi la coincidenza con la linea di volo Ucraina e arrivai <a href="https://www.simonamarabese.it/la-tattica-malvagia-dei-ceceni/">Kiev</a> senza la mia valigia. Sola, con qualche dollaro in tasca presi il pullman per arrivare nella zona di <a href="https://www.today.it/mondo/chernihiv-inferno.html">Cernigov</a>: 200 km senza riscaldamento con un temperatura esterna di meno 22.</p></blockquote>



<p><br>Ma non mi pesava il freddo. Il mio cuore era pieno di gioia perché potevo riveder il nostro Ivan. Dopo aver passato la notte da Valentina (la responsabile dei soggiorni), il giorno dopo venne un autista a prendermi, chiamato dall’associazione e ad accogliermi la mamma di Ivan che indossava la giacca di montone che le avevamo regalato. Dopo due ore di macchina arrivammo nel paese di Ivan, in piena campagna, la <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/26/news/colpire_scorte_e_munizioni_la_strategia_del_cremlino_per_salvare_la_campagna_in_ucraina-342981743/">campagna Ucraina </a>dei sopravvissuti alle radiazioni, alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Donbass">guerra del Donbass</a>. Un piccolo paese di 300 abitanti con un negozio, dove vi erano degli scaffali quasi vuoti e le persone giravano ancora sui carri trainati da cavalli. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo.<br></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ricordo però il calore con cui mi accolsero. Avevano una gratitudine infinita, che mi scaldava l’anima. Mi ospitarono a pranzo nella loro casetta (il bagno fuori in mezzo alla neve costruito con assi di legno) e mi prepararono cibo a volontà. </p></blockquote>



<p>Tutto il paese quel pomeriggio venne a farmi visita come se fossi stata una persona famosa, e tutti ringraziavano l’Italia. “Grazie italiani, perché ci aiutate. Grazie per quello che fate”.<br>E io ero orgogliosa, perché davvero con l’associazione di lecco ci siamo fatti in quattro per aiutare questi bambini. Ad ogni soggiorno organizzavamo visite mediche, anche molto importanti.<br>Quel giorno vennero a farmi visita anche i bambini che erano stati ospiti dell’Onorevole Cervetti, con cui lavorai qualche anno per l’associazione Vera Brianza di Monticello, che si occupava di export nei paesi dell’ex Unione Sovietica, per la quale lavoravo come interprete.<br>Poi nel 2012 è morta mamma e tramite l’associazione abbiamo fatto ritornare Ivan a casa nostra. Era ormai un uomo di 26 anni. E’ stato con noi per un po di tempo. Ricordo ancora le lacrime quando ci siamo riabbracciati.<br>Ritorno al presente, all’incubo che stiamo vivendo.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-left is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Il 24 mattina ero a scuola, non avevo ancora letto i giornali. Ricevo un messaggio da papà : chiama Ivan. Mi collego col cellulare e vedo che Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina. </p></blockquote>



<p>Da conoscitrice della politica di russa me lo aspettavo, ma forse non adesso e forse pregavo che ciò non avvenisse mai. Anche se la notte precedente il discorso di Putin alla nazione era chiaro e perentorio: rivogliamo l’Ucraina. Con l’angoscia in gola provo a chiamare subito Ivan e lui frettolosamente mi risponde: Simona, non posso parlare ora sono coi soldati, e chiude il telefono.<br>Da allora io riprovo ogni giorno a chiamarlo, ma nulla il telefono è spento. Neanche Valentina, con la quale riesco a scambiare qualche messaggio su WhatsApp nascosta in un bunker, sa nulla di lui. Di tutti i bambini che aiutava non sa più nulla. O forse non può dirci nulla perché teme di essere trovata. Le chiedo: che fine ha fatto Ivan? Ma la mia domanda è più generale: che fine hanno fatto Sasha, Nina, Anna, Serezha e tutti gli altri bambini che sembravano avere una speranza con questi soggiorni?<br>Valentina nei suoi brevi messaggi mi racconta che tutto è stato distrutto, che anche lei ha dovuto nascondersi, per questo non aggiunge altro. Gli orfanotrofi che vi erano non ci sono più, e tanti bambini anche, pare abbiano perso la vita schiacciati dalle bombe lanciate dai russi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-452" width="437" height="327" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1024x768.jpg 1024w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-300x225.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-768x576.jpg 768w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1536x1152.jpg 1536w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-2048x1536.jpg 2048w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/ucraina-1080x810.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 437px) 100vw, 437px" /><figcaption>La guerra in Ucraina</figcaption></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Mi chiedo: perché i bambini? Cosa centrano con la guerra? Perché devono subire questa violenza?</p></blockquote>



<p>Una nota del ministero dell’istruzione, pubblicata in questi giorni, ci invita a parlare a scuola della situazione attuale citando dell’articolo 11: la Pace.<br>Si, la pace. La stiamo aspettando ogni giorno. Le teorie sono tante, i giornalisti che scrivono cercano di dare spiegazioni a questo conflitto: tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Da conoscitrice del mondo ex sovietico dico che non sarà facile. Ma spero di sbagliarmi. L’Ucraina è una delle repubbliche più ricche di quelle che l’ex Impero Sovietico ha perso e anche una delle più aperte mentalmente.<br>E la Russia non teme sanzioni ne vuole trattare. La dittatura non conosce il dialogo. E’ difficile raccontare della pace ai miei studenti, quando le scene che vedono in televisione sono quelle di una guerra, obsoleta nella sua espressione ma sanguinaria; una guerra che non ci doveva essere e che deve essere fermata a tutti i costi. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>I bambini non c’entrano. I bambini devono crescere, devono vivere.</p></blockquote>



<p><br>La cosa che più mi rattrista è pensare a cosa ne è di Ivan e perché non risponde al telefono. Lui che amava il suo paese e alla domanda: “vuoi restare in Italia”? rispondeva fiero: ”No, voglio andare in Ucraina, perché è il mio paese e amo il mio paese”.<br>Provo a ricontattare Valentina, non mi rassegno, ma non ho più risposta. Contatto la <a href="https://cri.it/">Croce Rossa italiana</a>, la quale gentilmente mi offre il suo aiuto e scrive alla Croce Rossa di Kiev. Ma nulla. Passano i giorni e di Ivan non si sa nulla. Ogni sera gli scrivo su WhatsApp: Ivan, abbiamo i mandarini e la coca cola che tu amavi tanto. Rispondimi! Ma il telefono è sempre spento. I messaggi non gli arrivano. E io continuo a pregare.<br>Quello che posso fare e sto facendo è collaborare con tante altre associazioni italiane per raccogliere cibo, vestiti, soldi. E spero. Spero che un giorno Ivan riaccenda il telefono, che sia vivo. Ma spero prima di tutto che questa guerra finisca. Una guerra che sta uccidendo tanti civili, che con la politica non c’entrano nulla. E mi addormento la sera con il volto di Ivan nel mio cuore.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto.jpg" alt="" class="wp-image-454" width="391" height="391" srcset="https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto.jpg 691w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto-300x300.jpg 300w, https://www.simonamarabese.it/wp-content/uploads/2022/03/Ivan-adulto-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 391px) 100vw, 391px" /><figcaption>Ivan in Italia</figcaption></figure>



<p><br><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.simonamarabese.it/la-guerra-in-ucraina-e-i-bambini/">La guerra in Ucraina e i bambini</a> proviene da <a href="https://www.simonamarabese.it">Simona Marabese</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
